Mobilitazione generale

Sciopero scuola e clima: studenti e docenti manifestano nelle piazze italiane

Proteste diffuse contro il ministero dell'Istruzione e la crisi ambientale tra cortei, occupazioni e tensioni negli istituti

Sciopero scuola e clima: studenti e docenti manifestano nelle piazze italiane

Oggi, venerdì 16 ottobre 2026, si registra una giornata di mobilitazione nazionale che vede incrociare le braccia il personale della formazione e gli attivisti ambientali nelle principali città della penisola. La protesta, promossa per contestare i provvedimenti dell’esecutivo in materia di istruzione e richiedere interventi sulla transizione ecologica, arriva dopo un’ondata di occupazioni che ha interessato gli istituti da Milano a Napoli, coinvolgendo anche Torino, Genova, Bologna e la capitale. I manifestanti esprimono contrarietà verso il decreto Scuola, la riforma degli istituti tecnici e l’allocazione di risorse pubbliche verso la spesa militare.

A Roma i partecipanti della rete Opposizione studentesca d’alternativa (Osa) hanno organizzato un corteo partito dalla fermata metro Cavour fino a viale Trastevere, sede del dicastero guidato dal ministro Giuseppe Valditara. Lungo il percorso vicino al Colosseo i giovani hanno mostrato bandiere palestinesi e striscioni contro le politiche governative. Il portavoce del Coordinamento studentesco autonomo romano ha sollecitato maggiori finanziamenti per l’edilizia scolastica e l’introduzione dell’educazione sessuo-affettiva, mentre uno striscione ha rilanciato l’appuntamento per lo sciopero generale fissato al prossimo 30 ottobre.

Astensione dal lavoro dei docenti e disagi nelle aule

Il comparto scolastico vede l’interruzione delle attività lavorative per 24 ore indetta dal Sindacato indipendente scuola e ambiente (Sisa), organizzazione guidata dai propri rappresentanti per rivendicare adeguamenti salariali netti del venti per cento e nuove assunzioni di personale. L’astensione dal lavoro coinvolge insegnanti, dirigenti ed elementi del personale Ata, provocando la sospensione delle lezioni e modifiche agli orari in numerosi plessi. Sul territorio piemontese la sigla Cub Sur ha aderito alle marce dei giovani, mentre a Livorno la rappresentanza di Usb Pubblico Impiego Scuola ha proclamato la protesta a livello provinciale.

A Torino le dimostrazioni di piazza si sono sovrapposte alle occupazioni che hanno interessato venti strutture. Nel capoluogo piemontese la tensione è salita nei pressi degli istituti Sella, Ricardi di Netro e Bosso-Monti, dove l’intervento dei carabinieri ha portato all’arresto di un diciassettenne incappucciato per resistenza e danneggiamento. Ulteriori scontri si sono verificati davanti all’istituto alberghiero Colombatto tra gruppi contrapposti, con la presenza di militanti di Azione Studentesca. A Verona, presso l’Istituto Statale Giorgi, alcuni giovani hanno dato fuoco a cinque cassonetti e a un monopattino in seguito a sanzioni disciplinari, facendo intervenire le forze della Digos.

Marce per il clima e controlli di pubblica sicurezza

La mobilitazione pomeridiana vede il movimento Fridays for Future riempire le piazze per lo sciopero globale contro l’impiego dei combustibili fossili e il riscaldamento del pianeta. A Roma la marcia guidata dagli attivisti muove da piazza di Porta San Paolo verso la sede del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, con l’adesione della referente dell’associazione A Sud sul tema della povertà energetica. Concentramenti della rete ambientalista si svolgono in contemporanea a Torino presso Palazzo Nuovo, a Bologna in piazza Maggiore, a Genova in largo Eros Lanfranco e a Firenze lungo via Cavour.

La vigilanza sulle manifestazioni ha registrato attività preventive da parte della Digos di Padova, le cui verifiche hanno portato a perquisizioni domiciliari nei confronti di quattordici giovani indagati per la pianificazione di danneggiamenti con materiale pirotecnico. Sul fronte partenopeo le proteste degli iscritti ai licei Umberto I, Sannazaro, Mercalli, Genovesi e Mazzini si sono unite alle rivendicazioni universitarie sul caro affitti, con il montaggio di tende davanti al rettorato dell’Università Federico II.