Tra Stati Uniti e Cina si apre un nuovo fronte di confronto, questa volta legato alle dichiarazioni sulle condizioni dei servizi igienici nella Repubblica Popolare. Dopo la guerra commerciale fatta di dazi e controdazi, le tensioni su diversi dossier e i recenti segnali di dialogo tra Donald Trump e Xi Jinping, il botta e risposta ha coinvolto due portavoce istituzionali.
Al centro della vicenda ci sono Katie Zacharia, nuova portavoce della Casa Bianca, e Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri cinese. Zacharia, 41 anni e in carica da pochi giorni, ha raccontato alcuni ricordi legati al periodo in cui viveva in Cina. Le sue parole hanno suscitato la replica di Pechino, arrivata attraverso la portavoce della diplomazia cinese.
Il ricordo della portavoce americana
In dichiarazioni rilasciate all’influencer Jack Posobiec, Zacharia ha ricordato la percezione che, a suo dire, era diffusa nel 2016 riguardo alla rivalità tra Washington e Pechino e alle possibilità di crescita della Cina. La portavoce ha spiegato di essere appena rientrata dal Paese asiatico e ha collegato quel ricordo alla qualità delle strutture igieniche che aveva osservato.
Il riferimento è stato espresso in termini fortemente critici: Zacharia ha sostenuto che, in quel momento, apparisse difficile immaginare la Cina come la potenza successiva in grado di competere con gli Stati Uniti, anche perché, secondo il suo racconto, non disponeva nemmeno di bagni adeguati. Le dichiarazioni sono state riprese nel contesto del confronto politico e diplomatico tra i due Paesi.
La risposta di Pechino
La replica cinese è arrivata il 16 ottobre 2026, durante un incontro con i giornalisti. Mao Ning ha invitato Zacharia a visitare più spesso la Cina, lasciando intendere che un nuovo soggiorno potrebbe offrirle un quadro diverso rispetto ai ricordi riferiti dalla portavoce americana.
La vicenda si inserisce così nel più ampio scambio di dichiarazioni tra le due potenze, già segnato da dispute commerciali, tensioni su vari temi e momenti di apparente distensione. In questo caso, il confronto è partito da un commento personale sulle strutture del Paese asiatico ed è diventato un episodio del dialogo pubblico tra le amministrazioni di Washington e Pechino.