“Gli Stati Uniti competono con enormi capitali privati, la Cina comunista con investimenti pubblici ingenti e poco trasparenti. L’Europa ha talenti e tecnologie, ma resta divisa in 27 mercati. Nessuna nazione europea può vincere da sola: la strada sono alleanze tra campioni nazionali, non un super-Stato”.
Lo ha dichiarato Elena Donazzan, europarlamentare di Fratelli d’Italia e vicepresidente della Commissione Industria del Parlamento europeo, intervenendo in collegamento al Digital Innovation Forum, la “Cernobbio del Digitale” in corso a Villa Erba, dedicato al tema “Costruiamo insieme l’Europa del Fare Innovazione”.
Lo spazio è la nuova frontiera anche per l’Europa
“Il caso concreto è il progetto Bromo, con cui Airbus, Thales e Leonardo uniscono le attività satellitari per rispondere a Starlink e ai concorrenti cinesi, con l’Italia protagonista alla pari di Francia e Germania. La Commissione deve valutare queste alleanze guardando alla competizione globale, non solo al mercato interno”.
“L’Italia porta in Europa un sistema che ha già investito: dal Tecnopolo di Bologna allo Scale-up Act, fino al miliardo per il venture capital previsto dalla legge sull’intelligenza artificiale del Governo Meloni. Sul 28° regime, EU Inc., chiediamo una società costituita online in 48 ore, aperta a tutte le imprese, comprese PMI e microimprese, senza condizionalità ideologiche come la cogestione alla tedesca proposta dal relatore socialista”.
Parlando di come aiutare le startup a sopravvivere dopo i primi passi, Donazzan ha citato l’azienda vicentina Officina Stellare:
“Ospita ben 16 startup nel suo ecosistema produttivo. Da sole avrebbero corso i rischi di chiusura che normalmente colpiscono queste realtà, invece sono accompagnate nella crescita da una grande impresa. È questo il modello da sostenere”.
Ha aggiunto Donazzan, relatrice dello Space Act:
“Lo spazio è un settore duale da cui dipendono connettività, sicurezza e autonomia strategica: chi non c’è oggi resterà dipendente domani. Con la prima legge europea sullo spazio vogliamo autorizzazioni semplici e attenzione a PMI e piccole mid-cap. E con AGILE, approvato in meno di sette mesi con 115 milioni per startup e scale-up della difesa, l’Europa dimostra che, quando vuole, sa essere rapida”.