Crisi ucraina

Leone XIV chiede una tregua a Putin per Oleshky

Il Vaticano riferisce del colloquio mentre Mosca attribuisce a Kiev la responsabilità dell’emergenza e conferma gli attacchi

Leone XIV chiede una tregua a Putin per Oleshky

Leone XIV ha chiesto a Vladimir Putin una tregua a Oleshky, nella regione di Kherson, per permettere l’arrivo di aiuti umanitari e l’evacuazione volontaria e sicura dei civili. La richiesta è stata avanzata durante una telefonata avvenuta venerdì pomeriggio, mentre il Pontefice si trova ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma.

Secondo la Santa Sede, il Papa ha espresso viva preoccupazione per la situazione umanitaria nella città, chiedendo in particolare l’ingresso di rifornimenti alimentari e sanitari. Al termine del colloquio, il Vaticano ha ribadito l’impegno della Santa Sede a favore del dialogo e della pace.

La versione del Cremlino

Il Cremlino ha definito la conversazione costruttiva e improntata al rispetto reciproco. Putin ha ringraziato il Pontefice per la disponibilità a contribuire alla soluzione del conflitto in Ucraina e ha sottolineato l’importanza della cooperazione tra Mosca e il Vaticano.

Il presidente russo ha inoltre fornito quella che il Cremlino ha definito una spiegazione esaustiva della responsabilità di Kiev per la difficile situazione umanitaria a Oleshky. Mosca ha riferito anche di sostenere l’iniziativa vaticana volta a creare le condizioni per garantire la sicurezza della popolazione e consentire l’arrivo dei rifornimenti essenziali.

Putin ha rivolto al Papa sinceri auguri di salute e pronta guarigione dopo il recente intervento chirurgico. Allo stesso tempo, ha escluso la possibilità di negoziare la creazione di una zona di sicurezza nell’est dell’Ucraina, affermando che la questione non sarà inserita nei negoziati.

Gli attacchi alle infrastrutture

In serata, durante una visita a un posto di comando, il presidente russo ha dichiarato che le forze armate continueranno a colpire le infrastrutture energetiche ucraine. Ai comandanti dei battaglioni ha ordinato di proseguire le operazioni contro le installazioni difensive e i centri logistici, nel rispetto degli obiettivi fissati da Mosca.

Il colloquio tra il Papa e Putin non è il primo. I due si erano già parlati il 4 giugno 2025. La nuova telefonata è arrivata dopo le missioni a Mosca di monsignor Paul Richard Gallagher, ministro degli Esteri della Santa Sede, ad agosto, e del cardinale Matteo Zuppi, alla fine di settembre.

Il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha spiegato che è stato il Papa a prendere l’iniziativa per perorare la causa della città assediata. A margine di un evento a Roma, Parolin ha detto di sperare che Putin accolga la richiesta e metta in atto la tregua. Il cardinale ha però precisato che si tratta di un auspicio e che non è possibile trarre conclusioni definitive dalla disponibilità del presidente russo al colloquio.

Il Pontefice è ricoverato al Gemelli da martedì scorso per l’asportazione di un tumore al polmone. I medici hanno indicato un costante miglioramento e il Vaticano ha diffuso immagini che lo mostrano mentre celebra la messa al decimo piano dell’ospedale. Per domenica è previsto l’Angelus, ma non è ancora stato stabilito se sarà trasmesso dal Gemelli o da piazza San Pietro.

Il portavoce vaticano Matteo Bruni ha confermato per ora un decorso postoperatorio di una settimana. Prosegue inoltre la preparazione del viaggio in America Latina programmato dal 6 novembre, anche se la diffusione dell’elenco delle testate ammesse al volo papale non rappresenta una certezza sulla sua effettiva realizzazione. Parolin ha infine chiarito che l’eventuale rimodulazione del pontificato riguarderebbe, se necessaria, almeno il prossimo viaggio.