Un passo avanti per il tentativo italiano di contenere il peso dell’energia su famiglie e imprese.
Un vero spauracchio in queste settimane soprattutto in vista dell’autunno e dell’inverno.
A margine del Consiglio europeo di Bruxelles, il Governo ha infatti raggiunto un accordo politico preliminare con la Commissione europea sulle misure del decreto bollette.
Potrebbe essere uno spartiacque decisivo perché l’intesa apre la strada a un intervento temporaneo destinato a ridurre l’impatto del rincaro del gas sul prezzo dell’elettricità, ma restano necessari gli adempimenti formali per arrivare all’approvazione definitiva.
Decreto bollette, come potrebbe funzionare la misura
Il meccanismo allo studio si ispira al modello iberico autorizzato dall’Unione europea nel 2022.
L’obiettivo è intervenire sui costi di approvvigionamento delle centrali elettriche alimentate da combustibili fossili, attenuando così gli effetti delle oscillazioni del gas sul mercato elettrico.
Secondo le indiscrezioni circolate a Bruxelles, il prezzo del gas potrebbe essere assoggettato a un tetto compreso tra 58 e 62 euro per megawattora.
Una soluzione che, nelle stime riportate durante il vertice, potrebbe contribuire a portare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità in una fascia tra 140 e 150 euro per megawattora, rispetto ai circa 230 euro.
Buone notizie, ma attenzione ai trionfalismi
Vale la pena ricordare che l’effettivo beneficio in bolletta dipenderà dall’attuazione della misura e dalle dinamiche del mercato energetico.
L’intervento avrebbe carattere temporaneo: una durata iniziale di dodici mesi, seguita da altri sei mesi di uscita graduale.
La Commissione europea ha spiegato che procederà all’esame del provvedimento dopo aver ricevuto la notifica ufficiale dell’Italia, con l’intenzione di accelerarne la valutazione.
Il via libera dovrà rispettare le regole europee sugli aiuti di Stato previste per affrontare la crisi energetica legata alla guerra con l’Iran.
La misura, secondo l’impostazione illustrata da Bruxelles, dovrebbe compensare l’aumento dei costi del gas senza intervenire sulle componenti legate al sistema europeo di scambio delle emissioni, l’Ets (altro “tormentone” che sta dividendo i Paesi dell’Ue), e limitando le distorsioni del mercato.
Il nodo dei costi energetici e della competitività
La questione energetica si conferma dunque uno dei dossier più delicati per l’Unione europea.
Il contenimento dei prezzi rappresenta infatti una leva importante sia per il potere d’acquisto delle famiglie sia per la competitività delle imprese, soprattutto nei settori maggiormente esposti ai consumi energetici.
Il confronto tra Roma e Bruxelles si inserisce in una discussione più ampia sulle politiche necessarie per sostenere il sistema produttivo europeo e affrontare le conseguenze delle tensioni internazionali.
Resta da capire in quale misura il meccanismo ipotizzato potrà tradursi in risparmi effettivi per i consumatori e con quali tempi il provvedimento potrà diventare operativo.
Il commento della premier
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha accolto positivamente l’intesa raggiunta con Bruxelles:
“È stata una trattativa lunga, ma costruttiva», ha spiegato al termine del Consiglio europeo, sottolineando che l’accordo permetterà di intervenire sul meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità e sull’incidenza del gas. Questo ci consente sostanzialmente di intervenire per abbassare le bollette. Lo considero molto importante e sono molto contenta di questo risultato”.