Dopo il ricovero

Varvara Struk vuole restituire l’abbraccio a Papa Leone XIV

La tredicenne ucraina affrontò una neoplasia al collo e ora invia auguri di guarigione al pontefice

Varvara Struk vuole restituire l’abbraccio a Papa Leone XIV

Varvara Struk, 13 anni, ha accolto con gioia la notizia delle dimissioni di Papa Leone XIV dal Policlinico Gemelli di Roma. Il Pontefice ha lasciato l’ospedale dopo cinque giorni di ricovero, seguito all’asportazione di un adenocarcinoma al polmone destro. La ragazza ucraina, paziente oncologica a sua volta, ha raccontato all’Adnkronos Salute il legame nato dopo il loro incontro in piazza San Pietro.

Un incontro alla vigilia dell’intervento

Il 31 dicembre 2025 Varvara aveva incontrato il Papa il giorno prima di sottoporsi all’intervento per l’asportazione di un tumore al collo. L’operazione era stata eseguita all’ospedale Regina Margherita di Roma. In quell’occasione il Pontefice l’aveva abbracciata, un gesto che la giovane ricorda come particolarmente significativo in una fase delicata della sua vita.

Varvara ha spiegato di avere affrontato la malattia e di essere ora nella fase del recupero. Il suo percorso oncologico, iniziato con l’intervento dello scorso gennaio, si è concluso con il superamento del tumore, secondo quanto riferito dalla ragazza. Per questo, la notizia del rientro del Papa in Vaticano ha assunto per lei un significato speciale: vorrebbe rivederlo per ricambiare quell’abbraccio ricevuto prima dell’operazione.

Il messaggio per il Pontefice

La tredicenne è accompagnata dall’associazione La Memoria Viva di Torino, impegnata in attività di sostegno legate all’Ucraina. Dal 26 febbraio 2022, nei giorni successivi all’inizio dell’invasione russa, l’associazione ha organizzato 85 missioni nel Paese, comprese aree colpite dai bombardamenti.

La giovane ha detto di essere contenta che il Santo Padre possa tornare in Vaticano e di sperare che guarisca presto. Il suo desiderio è incontrarlo ancora; qualora non fosse possibile, gli affiderebbe comunque un messaggio di vicinanza e l’augurio di vincere la malattia. Le parole di Varvara nascono dalla propria esperienza di paziente oncologica e dal ricordo dell’incontro avvenuto alla vigilia del suo intervento.