Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha attribuito le violenze in Francia ai problemi legati all’immigrazione e all’assimilazione. La posizione è stata espressa in un post pubblicato sul social network X il 18 ottobre 2026, nel quale il politico repubblicano ha collegato gli scontri alle politiche adottate in nome della diversità e della compassione.
Le accuse alle politiche occidentali
Nel messaggio, Vance sostiene che i liberali occidentali abbiano portato il Terzo mondo in Francia e in altri Paesi, senza affrontare adeguatamente le questioni relative all’integrazione e alla compatibilità tra gruppi. Il vicepresidente afferma inoltre che i responsabili di quelle scelte erano stati avvertiti del rischio che avrebbero corso, ma che non avrebbero ascoltato tali avvertimenti.
Il post non indica episodi specifici, non fornisce dati sulle violenze citate e non precisa quali luoghi francesi siano stati coinvolti. Vance parla tuttavia del rischio che possano bruciare altri monumenti del Paese, presentando questa eventualità come una conseguenza della linea politica che critica.
L’appello rivolto alla Francia e agli Stati Uniti
Nel passaggio finale, il vicepresidente definisce la Francia un Paese bello e abitato da persone straordinarie, quindi auspica che possa fermare quella che considera una deriva. L’intervento assume così il tono di un appello politico rivolto alle autorità e alla società francesi, senza entrare nel dettaglio delle misure che dovrebbero essere adottate.
Vance invita infine gli americani a prestare attenzione a quanto sta accadendo in Francia. Secondo la sua lettura, quello scenario rappresenterebbe il futuro perseguito dai democratici al Congresso per gli Stati Uniti. Il riferimento lega dunque la valutazione sulle tensioni francesi al confronto politico interno americano e alle posizioni sull’immigrazione, sull’integrazione e sulle politiche di diversità.