Oggi, lunedì 19 ottobre 2026, la formazione politica Meritocrazia Italia è intervenuta sulle recenti mobilitazioni universitarie e scolastiche svoltesi a Torino, Roma e Bologna. Attraverso una nota ufficiale, l’associazione ha espresso ferma condanna per i disordini registrati nelle piazze, richiamando al contempo le istituzioni all’ascolto delle istanze giovanili.
“Gli scontri, i lanci di sassi contro le Forze dell’Ordine, le bombe carta e i danneggiamenti non sono protesta. Sono la negazione stessa del diritto a manifestare.”
A dichiararlo è Walter Mauriello, Presidente Nazionale di Meritocrazia Italia, che ha stigmatizzato le condotte dei gruppi violenti evidenziando i danni causati alle mobilitazioni pacifiche. Il dirigente politico ha sottolineato l’esigenza di tutelare il diritto di espressione degli studenti e l’incolumità del personale di pubblica sicurezza.
“Chi usa la violenza non difende gli studenti, li danneggia. Toglie credibilità a migliaia di ragazzi che scendono in piazza in modo pacifico per chiedere scuole sicure, affitti sostenibili e un futuro. Meritocrazia Italia sta dalla parte di chi manifesta con le idee, non con le pietre, e dalla parte delle Forze dell’Ordine chiamate a garantire la sicurezza di tutti.”
Il richiamo alle istituzioni e le richieste del movimento
Il vertice del movimento ha sollecitato i rappresentanti di Governo a non ignorare il disagio sociale emerso dai cortei. Secondo l’analisi diffusa dal gruppo politico, le problematiche strutturali dell’istruzione e dell’economia richiedono un intervento immediato per contrastare la stasi salariale e il carovita.
“Ma sia chiaro condannare la violenza non significa non ascoltare il grido di dolore che sale dalle piazze. La politica commetterebbe un errore gravissimo se si chiudesse nel palazzo dorato. Bisogna aprire, ampliare la visione e dare risposte concrete, incidendo seriamente sui nodi veri del Paese: salari fermi da trent’anni, carovita insostenibile, scuole che cadono a pezzi.”
Nel proprio comunicato, Meritocrazia Italia ha sintetizzato tre proposte operative indirizzate agli studenti universitari fuori sede:
- Bonus affitti potenziato per gli studenti universitari fuori sede;
- Blocco dei canoni di locazione speculativi per tutti gli immobili situati nel raggio di 5 km dagli Atenei, con introduzione di un canone fisso calmierato;
- Canone universitario calmierato o azzerato per gli studenti con reddito familiare ISEE fino a 50.000 euro annui.
Diritto allo studio e meritocrazia al centro dell’agenda
L’affondo dell’esponente politico pone l’accento sulla sostenibilità economica dei corsi di laurea nelle principali città italiane. Il gruppo chiede la rimozione dei fattori che impediscono l’accesso all’istruzione per i ceti meno abbienti.
“Non è colpa degli studenti se non riescono a pagare 700 euro per una stanza. Non è colpa dei lavoratori se i salari non tengono il passo dell’inflazione. Un Governo serio non se la prende con chi protesta, ma rimuove le cause della protesta. Il diritto allo studio non può essere un privilegio per chi può permettersi l’affitto nelle grandi città universitarie. Deve tornare ad essere il primo vero ascensore del merito in Italia.”
Il testo inviato dal Presidente Walter Mauriello a nome di Meritocrazia Italia si conclude con il richiamo “Stop war”, ribadendo il no del movimento a ogni forma di scontro sociale e di conflitto.