A Strasburgo, lunedì 19 ottobre 2026, l’europarlamentare Michele Picaro (FdI-ECR) ha presentato un’interrogazione rivolta alla Commissione europea per affrontare la grave crisi del comparto olivicolo, un’iniziativa che ha raccolto la sottoscrizione dell’intera delegazione italiana del gruppo parlamentare. La misura mira a tutelare la produzione nazionale, che vede colpite in modo particolare la Puglia e la Calabria.
Crisi olio d’oliva, Picaro (FdI-ECR) interroga la Commissione Ue
Le richieste principali avanzate al parlamentino dell’Unione europea riguardano l’attivazione degli aiuti all’ammasso privato dell’olio d’oliva e la verifica puntuale dell’impatto sul mercato esercitato dalle importazioni tunisine sui prezzi all’origine.
“Il settore olivicolo italiano sta attraversando una fase estremamente delicata, caratterizzata da forti pressioni sui prezzi all’origine e dall’aumento delle giacenze. Una situazione che rischia di mettere ulteriormente in difficoltà migliaia di aziende agricole, soprattutto in Puglia, dove l’olivicoltura rappresenta un pilastro fondamentale dell’economia e dell’identità territoriale. Chiediamo alla Commissione europea un intervento tempestivo attraverso gli strumenti già previsti dalla normativa comunitaria. Vogliamo conoscere le condizioni necessarie per l’attivazione dell’ammasso privato e i tempi di un eventuale intervento. Non possiamo lasciare gli agricoltori soli di fronte a una crisi che rischia di compromettere la redditività delle loro aziende”.
Il testo ispettivo chiede inoltre se, in alternativa, l’esecutivo europeo intenda ricorrere alle misure eccezionali previste dall’articolo 219 del Regolamento UE n. 1308/2013, norma applicabile specificamente in presenza di gravi perturbazioni del mercato agricolo. Un altro punto chiave riguarda il flusso di olio d’oliva dalla Tunisia, Paese che beneficia attualmente di un contingente preferenziale ordinario di 56.700 tonnellate all’anno a dazio zero.
“Chiediamo dati puntuali sui quantitativi effettivamente importati nell’Unione europea e in Italia tra il 2023 e il 2026, distinguendo quelli in regime preferenziale, e una valutazione della loro incidenza sui prezzi all’origine”.
L’esponente politico Michele Picaro (FdI-ECR) ha così sottolineato la necessità di fare piena luce sulle dinamiche commerciali per salvaguardare il lavoro dei produttori italiani.