SCONTRI A MILANO

Il Pd: “La Russa non dia lezioni sulla violenza, visti i suoi trascorsi”

L'opposizione dice no al Decreto "maranza": "Se non si eliminano le cause del malessere, strategia che non funziona"

Il Pd: “La Russa non dia lezioni sulla violenza, visti i suoi trascorsi”

La Russa e il Pd, scontro sulla violenza dopo gli accadimenti di Milano e i dem vanno a rinvangare nel passato (missino e attivista di cortei) del presidente del Senato:

“Niente lezioni, visti i trascorsi”.

Violenza e devastazioni del weekend, “scontro” tra la Russa e i dem

E così dopo i disordini di Milano, la polemica in queste ultime ore si è spostata dal decreto “maranza” alla memoria politica del presidente del Senato.

E mentre il Centrodestra invoca una stretta sulla sicurezza, le opposizioni contestano una possibile “risposta” che a loro dire non affronta le cause del disagio.

Ecco perché di fatto la violenza esplosa a Milano continua ad alimentare lo scontro politico e così a tenere banco è soprattutto la polemica tra il Partito democratico e Ignazio La Russa.

Il presidente del Senato è finito nel mirino del Pd, che lo ha invitato a non impartire lezioni sulla violenza alla luce dei suoi trascorsi politici.

I richiami del Pd ai trascorsi del… La Russa giovane

Un richiamo che riporta nel dibattito pubblico la storia politica italiana e gli anni Settanta, con le loro contrapposizioni ideologiche e una stagione segnata da scontri e violenze.

La discussione si inserisce in un clima già teso. La Russa, oggi presidente di Palazzo Madama, ha avuto un percorso politico nella destra milanese fin dagli anni Settanta, quando fu dirigente del Fronte della Gioventù.

Nella fattispecie, in queste ore al Presidente del Senato viene contestata la sua presenza alla manifestazione del 12 aprile 1973 a Milano (il cosiddetto “giovedì nero”), un corteo non autorizzato del MSI in cui alcuni militanti neofascisti lanciarono bombe a mano, provocando la morte dell’agente di polizia Antonio Marino.

Un giovane Ignazio La Russa al corte Msi soprannominato il “giovedì nero di Milano”

Da parte del Centrosinistra si sottolinea la contraddizione tra quel passato di piazza e le sue odierne dichiarazioni istituzionali sulla violenza.

Come ad esempio anche dalle parole di Pierfrancesco Majorino:

Gli attacchi di La Russa per le devastazioni di Milano

In precedenza proprio La Russa aveva commentato così gli accadimenti del fine settimana:

“In merito alle gravi violenze avvenute durante le manifestazioni di ieri in diverse città d’Italia, stupisce (ma non troppo) lo scoperto tentativo di diversi esponenti politici di limitarsi, al massimo, a un generico “no a ogni violenza” facendo finta di non sapere che le manifestazioni da loro volute o apprezzate, costituiscono l’acqua necessaria e consapevole dove far nuotare gli squali della aggressione alle Forze dell’ordine e i piranha della devastazione e dei vigliacchi saccheggi. Chi organizza una manifestazione, se regolarmente autorizzata e fatto salvo che un divieto delle autorità intervenga tardivamente creando oggettiva difficoltà, ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità e di collaborare affinché essa si svolga in modo pacifico e ordinato”.

E ancora:

“Qualora non disponga delle condizioni necessarie per garantirne la gestione, deve valutare con attenzione i rischi connessi allo svolgimento dell’iniziativa e, se necessario, modificarne le modalità o rinunciarvi. Lascia senza parole la valutazione del sindaco di Milano che cerca di attribuire la responsabilità a una asserita e inesistente carenza delle Forze di polizia. Le stesse che quando intervengono sono incredibilmente accusate di ogni nefandezza”.

Decreto “maranza”, il Governo spinge sull’acceleratore

Tornando all’aspetto più propriamente politico riguardo il fronte della sicurezza, il Pd e le altre forze di opposizione contestano l’idea che l’inasprimento delle misure sia sufficiente a rispondere a quanto accaduto.

Il confronto riguarda anche il disagio sociale, il carovita e le condizioni che alimentano la protesta.

Il Governo vuole però dare un segnale di fermezza. Dopo il vertice di Palazzo Chigi di ieri, 19 ottobre 2026, al centro del confronto sono tornate le ipotesi di accelerare le misure sulla sicurezza: dal fermo preventivo, con particolare attenzione ai minorenni, fino agli strumenti per contrastare le violenze e le devastazioni di gruppo.

Matteo Salvini ha chiesto di imprimere un’accelerazione alla proposta che la Lega definisce “anti-maranza”, sostenendo che gli episodi milanesi dimostrino l’urgenza di intervenire.

Il piano è quello di varare già oggi, martedì 20 ottobre 2026, in un Consiglio dei ministri fissato alle 17,30 un decreto legge.

Come anticipato da Il Tempo, ecco i punti principali:

  • Strade sicure

Previsto un incremento di 500 militari a Milano a cui sarà assegnato, per un tempo massimo di 3/6 mesi, la qualifica di agente di polizia giudiziaria/agente di pubblica sicurezza.

Nel frattempo verrà accelerato l’iter di approvazione della norma che prevede l’istituzione del carabiniere ausiliare.

  • Modifiche al codice

L’85% dei fermati a Milano sono minorenni, l’intenzione dell’Esecutivo è quella di fare in modo di poter contestare loro il reato di devastazione e saccheggio (419 c.p.). Al vaglio anche un’apposita ipotesi aggravata del danneggiamento, funzionale a punire con la reclusione da 1 anno e sei mesi a 5 anni e con sanzioni fino a 15 mila euro chi distrugge, disperde o deteriora cosa mobili o immobili altrui insieme a cinque o più persone.

Per chi si macchierà di questi reati è prevista anche la possibilità per le forze dell’ordine di procedere all’arresto facoltativo.

Verrà anche estesa l’applicabilità dell’arresto differito entro le 48 ore in presenza di documentazione video fotografica o informatica.

  • Avviso orale

Il Questore potrà vietare il raduno quando cinque o più persone in luogo pubblico o aperto al pubblico in caso di comportamenti intimidatori, grave molestia o violenza contro persone o cose.

  • Trattenimento

Il testo stabilisce di “consentire l’accompagnamento e il trattenimento (non oltre le 12 ore) presso gli uffici di polizia di soggetti nei cui confronti sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per la sicurezza”.

  • Sanzioni

Si prevede anche una sanzione amministrativa per i genitori di minori che non hanno ancora compiuto 14 anni e che, in concorso con altri coetanei, commettano reati di particolare gravità.

Se il genitore non dimostra di aver fatto il possibile per impedire il fatto rischia una multa da 500 a 1000 euro. In caso di reiterazione del reato la sanzione è raddoppiata.

Il genitore può essere obbligato a partecipare a dei percorsi di responsabilizzazione e sostegno alla funzione educativa individuati dai servizi sociali territorialmente competenti.

Provvedimenti anti maranza, opposizioni all’attacco

La segretaria dem Elly Schlein ha ribadito la condanna delle violenze, distinguendole dalle manifestazioni pacifiche contro l’aumento del costo della vita.

Una distinzione che il Centrodestra considera insufficiente quando, nel condannare gli scontri, vengono richiamate anche le responsabilità delle istituzioni e le ragioni sociali della protesta.

Molto critico anche il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte:

“Vertice a Palazzo Chigi. Per le misure economiche contro i rincari su cui stanno alzando la voce autotrasportatori, agricoltori, lavoratori, studenti? Macché, zero. Annunciano altre misure sulla sicurezza, dopo aver fatto tanti decreti inutili e aver fallito sull’ordine pubblico di fronte a violenze inaccettabili”.

Critico anche il leader di Italia Viva Matteo Renzi:

Del resto nei mesi scorsi, quando in estate, i provvedimenti “anti maranza” erano già stati portati all’attenzione del Parlamento, il Partito democratico praticamente all’unisono aveva esternato tutte le proprie perplessità, spostando l’attenzione sull’educazione a scuola, sul disagio giovanile:

“Se non si eliminano le cause del malessere, è una strategia che non funziona”.