Misure governative

Decreto sicurezza: nasce il reato di partecipazione violenta a manifestazioni

Il provvedimento interviene su imputabilità, arresti differiti, prevenzione e presidio militare nel capoluogo lombardo

Decreto sicurezza: nasce il reato di partecipazione violenta a manifestazioni

Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri pomeriggio, su proposta della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei ministri Matteo Piantedosi, Carlo Nordio e Guido Crosetto, un decreto-legge con disposizioni urgenti sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla criminalità minorile. Il provvedimento arriva dopo i disordini dei giorni scorsi e la guerriglia verificatasi a Milano.

Le nuove norme per i minorenni

Per i ragazzi che hanno compiuto 14 anni viene introdotta una presunzione di imputabilità: la capacità di intendere e di volere sarà considerata esistente, salvo prova contraria. Anche nei loro confronti potrà essere applicato l’arresto in flagranza differita, con l’adeguamento delle norme sul processo penale minorile e sulle misure cautelari. Resta comunque la diminuzione della pena prevista per i minorenni imputabili.

Il decreto prevede inoltre sanzioni amministrative a carico di chi esercita la responsabilità genitoriale quando un minore, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, salvo la dimostrazione di non aver potuto impedire il fatto. Sono semplificate anche le procedure per il risarcimento dei danni: per quelli arrecati a beni pubblici potrà intervenire direttamente il prefetto, mentre i privati danneggiati potranno ottenere più rapidamente il ristoro attraverso un decreto ingiuntivo.

Reati durante le manifestazioni e prevenzione

Tra le novità figura il delitto di violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. La norma riguarda chi partecipa a un gruppo di almeno cinque persone che, anche occasionalmente e in modo organizzato, utilizza o lancia oggetti atti a offendere oppure artifici pericolosi, creando un concreto pericolo per l’incolumità. Sono previste pene più severe per chi organizza o promuove il gruppo o istiga alle violenze anche attraverso strumenti informatici o telematici.

È prevista una specifica aggravante per il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato di almeno cinque persone. Aumentano inoltre le pene per alcune ipotesi di devastazione e saccheggio e per l’attentato a impianti di pubblica utilità commessi durante le manifestazioni. Per questi delitti sarà possibile procedere con l’arresto in flagranza differita. Diventano poi procedibili d’ufficio le lesioni personali causate a un ufficiale o agente di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza mentre svolge, o a causa dello svolgimento, delle proprie funzioni.

L’accompagnamento e il trattenimento negli uffici di polizia per un massimo di 12 ore, già previsti in occasione dei cortei, vengono estesi alle specifiche operazioni svolte in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. La misura può riguardare anche minorenni quando esistano elementi concreti per ritenere che stiano attuando condotte pericolose per la sicurezza, mantenendo le garanzie previste dalla legge e le tutele specifiche per i minori.

Il questore potrà inoltre vietare di radunarsi con determinate persone in luoghi individuati, per un periodo massimo di un anno, anche ai minori che abbiano compiuto 14 anni. Il divieto riguarda chi abbia tenuto in gruppo comportamenti intimidatori o violenti e sia già stato destinatario di misure di prevenzione o condannato per delitti contro la persona o il patrimonio.

Per consentire la convalida degli arresti entro i termini di legge durante eventi con un numero elevato di fermi, il testo introduce una procedura accelerata per l’applicazione di magistrati agli uffici giudiziari interessati. Infine, fino al 31 dicembre 2026, il contingente delle Forze armate impegnato nell’operazione Strade sicure sarà aumentato di 500 unità per il controllo del territorio a Milano.