DISSING

Scontri a Milano e scontro a distanza fra Crosetto e Salvini sull’ipotesi “guerra ibrida”

Il titolare della Difesa evoca la regia del Cremlino dietro la guerriglia urbana, ma il leader leghista liquida la tesi geopolitica come una ricostruzione bizzarra

Scontri a Milano e scontro a distanza fra Crosetto e Salvini sull’ipotesi “guerra ibrida”

Sugli scontri è scontro, non solo tra Centrodestra e Centrosinistra, ma ora quasi incredibilmente anche nell’interno della maggioranza che governa il Paese.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto (co-fondatore di Fratelli d’Italia) e il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini sono stati protagonisti di una netta divergenza politica riguardo la matrice dei violenti disordini di piazza registrati a Milano e in altre città.

Il “dissing” nel Governo italiano

Cosa ha portato dunque al “dissing”, allo scontro a distanza tra i due rappresentanti dell’Esecutivo?

Il titolare della Difesa ha evocato lo spettro della “guerra ibrida” e delle campagne di disinformazione online alimentate dall’estero (con chiari riferimenti alla Russia), definendo la guerriglia urbana a Milano come il punto di arrivo di una strategia orchestrata per destabilizzare il Paese e di fatto come “ritorsione” per la posizione italiana (allineata con l’Ue) a sostegno dell’Ucraina.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto

Le esternazioni del ministro sono arrivate a margine del Defense procurement forum a Roma:

“I fatti di Milano e di altre parte d’Italia sono profondamente diversi da quelli vissuti in altre epoche e sono il frutto di quella che io chiamo guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre Nazioni ricorrendo a strumenti non convenzionali che si chiamano TikTok, social, Youtube senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”.

E ancora, rivendicando di parlare del tema della “guerra ibrida” da almeno quattro anni:

“Se tre ragazzi su dieci hanno partecipato a quelle manifestazioni non parliamo di maranza, se sei su dieci le condividono è perché in questi anni hanno subito una controeducazione da qualche parte, non dalla famiglia o dalla scuola, che gli ha dato valori, ambizioni, una visione del mondo che è in conflitto con la società in cui viviamo e con le regole democratiche”.

Ma quale guerra ibrida, la stroncatura di Salvini

Una posizione di conseguenza contemporaneamente di netta condanna all’azione del Cremlino e di Putin, ma che nelle “conseguenze” ipotizzate da Crosetto,  il leader della Lega ha respinto e ha liquidato tale “ricostruzione” parlando di “cose strambe”.

Il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini

Anzi, andando oltre Salvini ha escluso categoricamente la pista geopolitica affermando che “Mosca non c’entra” e che i disordini sono legati esclusivamente a problemi di ordine pubblico interno e delinquenza ordinaria.

Uno sguardo all’Europa, da dove nasce l’idea di Crosetto

In realtà, a ben guardare, il ministro della Difesa ha messo sul tavolo uno scenario interpretativo che in queste ultime settimane viene “sposato” da numerosi esperti di geopolitica internazionale.

La tendenza a rintracciare influenze straniere e complotti dietro alle proteste di piazza non è infatti un fenomeno unicamente italiano, ma sta caratterizzando l’attuale dibattito in diversi Paesi europei: su tutti, in questo momento, Albania e Francia.

Proviamo a ricostruire queste due situazioni.

Albania e Francia, i casi sospetti di “guerra ibrida”

In Albania Il primo ministro Edi Rama ha accusato esplicitamente la Russia (e l’Iran) di soffiare sul fuoco delle violente manifestazioni dell’opposizione a Tirana.

Edi Rama, primo ministro dell’Albania

Secondo Rama, i disordini rispondono a un preciso disegno geopolitico mirato a frenare il percorso di ingresso dell’Albania nell’Unione Europea.

Per contrastare la rivolta, il premier ha persino stanziato premi economici per gli agenti di polizia in prima linea.

Ma non solo. Come ben sappiamo dalle immagini di cronaca che hanno anticipato gli accadimenti di Milano (e Torino), dinamiche analoghe si sono registrate e si registrano tuttora a Parigi (ma anche a Limoges dove addirittura è stato quasi completamente distrutto il Palazzo Municipale), dove ciclicamente i servizi di sicurezza attribuiscono a “network di bot” e campagne di interferenza russa l’esasperazione mediatica e il “coordinamento sotterraneo” di alcune delle proteste sociali più radicali.

La richiesta delle opposizioni, “Crosetto riferisca in Aula”

Nel frattempo, subito dopo le esternazioni del ministro, le fonti della Difesa non hanno confermato la presenza di allarmi o informazioni specifiche che riconducano gli scontri a un contesto di guerra ibrida.

Fatto sta che dalle opposizioni è subito arrivata una richiesta di chiarimenti, nella fattispecie di riferire in Aula.

In questa direzione è andata la sollecitazione di Elisabetta Piccolotti di Avs:

Elisabetta Piccolotti di Avs

“Dobbiamo discutere immediatamente in aula affinché i cittadini siano adeguatamente informati su ciò che sta accadendo e possano legittimamente prendere delle contromisure a difesa del proprio spazio informativo”.