Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato istituzioni e mondo produttivo alle rispettive responsabilità davanti alle trasformazioni economiche e geopolitiche in corso. Lo ha fatto al Quirinale, durante la cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine al Merito del Lavoro agli imprenditori nominati il 2 giugno 2026. Al centro del suo intervento, il rapporto tra libertà, sviluppo e responsabilità in una fase segnata da conflitti, tensioni commerciali e profondi cambiamenti.
Secondo Mattarella, il coraggio dell’innovazione può rappresentare una risposta alle incertezze del presente e uno strumento per difendere le regole internazionali dalle nuove pretese di potere economico e politico. Il capo dello Stato ha escluso la possibilità di affrontare il futuro con un ritorno al passato o con una chiusura entro i propri confini. Guardare avanti, ha sottolineato, è una condizione necessaria per governare le trasformazioni e coniugare crescita e inclusione sociale.
Conflitti e rischi per l’economia
Nel discorso sono stati indicati tra i principali fattori di instabilità le guerre di aggressione, la delegittimazione del diritto internazionale, le barriere protezionistiche e le politiche neo-imperialistiche. Questi fenomeni, ha osservato il presidente, possono compromettere gli equilibri sui quali si fondano gli scambi e la produzione. Mattarella ha richiamato anche le ricadute inflazionistiche dei rincari dell’energia e il rischio derivante da pretese neo-monopolistiche, capaci di incidere sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e sulle libertà proprie delle società democratiche.
Il presidente ha inoltre criticato l’atteggiamento di alcuni magnati insofferenti alle regole delle comunità statuali e sovranazionali, soprattutto quando avanzano pretese in settori considerati strategici per la vita internazionale. In questo scenario, il rispetto delle norme e la cooperazione restano, secondo Mattarella, condizioni essenziali per tutelare lo sviluppo e la stabilità.
Imprese, giovani e territori
La cerimonia ha offerto al capo dello Stato l’occasione per sottolineare il ruolo delle imprese che assumono iniziativa, investono, producono e creano opportunità. Il loro contributo, ha spiegato, non riguarda soltanto i risultati economici, ma anche la responsabilità verso il sistema sociale. Lo sviluppo futuro deve poggiare su sostenibilità economica, ambientale e sociale, mentre protezione sociale e welfare sono parte integrante della crescita e non un costo improduttivo.
Un passaggio è stato dedicato al disagio e al senso di insicurezza vissuti da molti giovani rispetto alle prospettive di vita e di lavoro. Le imprese generano valore, ma hanno bisogno di un contesto favorevole nel quale realizzare i propri progetti: per questo il capitale umano deve essere messo nelle condizioni di esprimersi e di vivere libero dal bisogno. Mattarella ha richiamato anche i giovani che hanno lasciato l’Italia e che potrebbero valutare un rientro se trovassero percorsi professionali e personali adeguati.
Infine, il presidente ha sottolineato la dimensione territoriale dell’economia. L’impresa diffusa può sostenere le comunità e contribuire a contrastare lo spopolamento, mantenendo nei territori lavoro, competenze e prospettive di vita. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, i presidenti di Senato, Camera e Corte costituzionale, Ignazio La Russa, Lorenzo Fontana e Giovanni Amoroso, il presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro Ugo Salerno, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e rappresentanti del Governo e del Parlamento.