MEDITERRANEO E IMMIGRAZIONE

Patto per il Mediterraneo, Gambino e Razza (FdI-ECR) criticano il rinvio del voto a Strasburgo

Gli eurodeputati contestano la decisione dei socialisti proponendo il Piano Mattei come modello per il controllo dei flussi migratori

Patto per il Mediterraneo, Gambino e Razza (FdI-ECR) criticano il rinvio del voto a Strasburgo

Mercoledì 21 ottobre 2026, a Strasburgo, gli eurodeputati di Fratelli d’Italia-ECR Alberico Gambino e Ruggero Razza si sono espressi duramente riguardo alla decisione parlamentare sul dossier relativo alla regione mediterranea.

«La richiesta dei socialisti di rinviare il voto sul Patto per il Mediterraneo rischia di trasformare un dossier strategico per l’Europa in una questione di convenienza politica. E’ un segnale grave, soprattutto se, come riportato da alcune fonti di stampa, alla base della decisione vi fosse il timore di affrontare il confronto sull’immigrazione».

Gli esponenti politici Alberico Gambino e Ruggero Razza, impegnati nei lavori parlamentari sulla relazione del Patto, hanno espresso preoccupazione per la gestione delle dinamiche migratorie europee.

«Abbiamo lavorato per rafforzare la dimensione strategica del Patto, valorizzando il Piano Mattei, la cooperazione economica, la sicurezza e il principio di responsabilità condivisa. Proprio ieri, durante il dibattito in plenaria, la commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica, ha confermato il pieno allineamento del Piano Mattei con la strategia europea per il Mediterraneo. Un riconoscimento importante della visione portata avanti dal Governo Meloni, fondata su partenariati paritari, investimenti e sviluppo condiviso.

Ma abbiamo anche evidenziato una contraddizione politica fondamentale: non è credibile parlare di gestione dei flussi migratori senza prevedere un riferimento esplicito ai rimpatri e agli accordi di riammissione con i Paesi partner. La stessa commissaria Dubravka Šuica ha richiamato ieri la necessità dei rimpatri, confermando che una strategia migratoria efficace non può prescindere da questo strumento.

Non si può pretendere un Patto per il Mediterraneo senza avere il coraggio di discutere del controllo dei flussi migratori.

Le scadenze elettorali nazionali non dovrebbero condizionare il lavoro del Parlamento europeo. Il Mediterraneo è una priorità strategica dell’Europa, non un dossier da mettere nel cassetto quando il confronto politico diventa scomodo».