Una proposta di legge inviata alle istituzioni europee e nazionali segna il bilancio del vertice capitolino organizzato dal movimento sociopolitico. Venerdì 23 ottobre 2026, durante la trasmissione settimanale Crea-Mi condotta dal vice-responsabile stampa Stefano Ferri, il presidente Walter Mauriello ha analizzato i principali temi emersi nel corso del Congresso nazionale svolto il 16 e 17 ottobre nei teatri Quirino e Rossini di Roma.
L’assenza di fissazioni elettorali e la centralità della persona umana hanno guidato il confronto pubblico dell’organizzazione.
“Abbiamo già inviato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, alle istituzioni e anche alla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen una proposta di legge.”
L’approfondimento tecnologico costituisce il perimetro di un’iniziativa volta a tutelare la sfera personale dei cittadini dinanzi al progresso dei software avanzati.
“Lo strumento AI va valorizzato, tuttavia resta la preoccupazione che possa arrivare a sostituire l essere umano, non solo in campo lavorativo ma anche incidendo sulle relazioni personali, annullando sentimento e diritti, come il diritto a sbagliare, a essere in ritardo, a non essere percepiti o capiti: diritti che fanno della persona un imperfezione affascinante. Tutto questo l AI non può averlo, e l errore è banalizzare o sottovalutare. E attenzione perché delle conseguenze di una grave sottovalutazione stiamo già facendo le spese: quando Meritocrazia Italia propose il Testo Unico Social, aveva già bene in mente il rischio, per i minori fragili e non ancora consapevoli, di coinvolgimento senza ragionamento e comprensione. Occorre andare oltre i decreti sicurezza e considerare la sensibilità dei ragazzi, che hanno diritto a manifestare ma anche tantissime fragilità da abbracciare e accompagnare. La nostra Costituzione è un capolavoro sul punto perché dimostra che la politica non è atto emergenziale di chiusura e intervento punitivo ma anche e soprattutto strumento di costruzione. Punire tutti non è una risposta: non sono tutti anti o tutti diavoli.”
Le valutazioni economiche dell’associazione evidenziano la necessità di interventi strutturali rispetto alla gestione momentanea delle crisi energetiche e salariali.
“Oggi si cerca di mettere solo toppe alle emergenze, ad esempio per il caro carburanti che sta comportando proteste e scioperi: si cerca di riportare le cose all ordinario attraverso un tavolo tecnico e l impiego di miliardi. Questo basta? No, ovvio. Serve una politica che valuti quali sono le priorità da coprire, le risorse e come prenderle. Altro esempio: il salario. Chi lo paga? Lo Stato o i privati? Se il privato ha pressione fiscale troppo elevata, non riuscirà ad aumentare i salari. Uno Stato organizzato deve capire che occorre organizzare condizioni migliori per TUTTI, alzando l asticella della qualità, eliminando gli squilibri fra chi guadagna tantissimo e chi invece pochissimo. Extraprofitto significa stra-guadagno: ebbene, che se ne dia parte alla collettività. Se il criterio di equità non viene organizzato in base a uno studio preciso, lo Stato non riuscirà mai a risolvere il problema: serve competenza, servono persone che mettano competenza e capacità a disposizione della collettività.”
L’impostazione strategica della struttura di partecipazione politica non prevede l’ansia da prestazione elettorale per la selezione delle rappresentanze.
“Il Movimento non deve dimostrare nulla perché in politica sta già da otto anni e non si soffermerà mai sulla candidatura, che potrà accadere o meno, a seconda delle situazioni. Sacrificio, costruzione, autocritica e miglioramento personale: questa è la scuola di MI, con nuove risorse all interno del progetto, che sempre apre le porte a chiunque. I dirigenti vanno ringraziati perché fanno sentire ogni nuovo ingresso come elemento della squadra, cosa in cui la politica generalmente non riesce. MI è apprezzata proprio per non avere l ossessione della candidatura: continuerà a prestare il suo servizio con serietà, passione e garbo.”
La ricerca di un dialogo costruttivo chiude l’intervento del massimo dirigente sociopolitico.
“Lasciamo stare la contrapposizione, la guerriglia TV: costruiamo la politica del dialogo e dell inclusione che crea sempre e dà sempre evoluzione alla società, al contrario delle guerre, che creano solo distruzione. Di persone che parlano ce ne sono già troppe: abbiamo bisogno di persone che ascoltano.”