Youssef Siher, 30 anni, è indagato dalla sezione antiterrorismo della Procura di Milano per istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e dall’uso del mezzo informatico. Il ricercatore è ritenuto dagli investigatori la presunta mente della pagina Instagram Movimento 17 ottobre, comparsa dopo i disordini della scorsa settimana e accusata di aver promosso azioni violente in diverse città italiane.
Questa mattina la Polizia ha eseguito perquisizioni nell’abitazione dei genitori di Siher, nel Bresciano, dove il 30enne risulta residente, e in un appartamento di Milano nel quale, secondo quanto riferito, avrebbe vissuto a casa di un’amica. È inoltre in corso l’analisi dei suoi dispositivi digitali. La posizione del ricercatore resta al vaglio degli investigatori, coordinati dal procuratore di Milano Marcello Viola.
Il percorso tra ricerca e giornalismo
Siher è un attivista vicino ai movimenti pro Palestina, giornalista freelance e autore di articoli di analisi politica pubblicati da diverse testate nazionali, tra cui il Fatto Quotidiano. Nel 2024 ha collaborato con l’Ispi, dopo un periodo di stage e di collaborazione con il quotidiano, rapporto interrotto da circa un anno e mezzo. Nel suo profilo pubblico su LinkedIn risulta indicato come Research Trainee presso l’Osservatorio sul Medio Oriente e Nord Africa dell’istituto.
Ha conseguito una laurea in Comunicazione e un master in Scienze politiche all’Università degli Studi di Milano. I suoi interessi accademici riguardano l’Islam politico, i movimenti politici islamici e il rapporto tra Islam e nazionalismo arabo. Nella tesi magistrale ha analizzato i movimenti islamici in Marocco e i loro rapporti con il potere monarchico. È madrelingua arabo e italiano e parla anche inglese e spagnolo.
L’esperienza nell’associazionismo universitario
In un video pubblicato nel 2023 dal canale YouTube Medio Oriente e dintorni, Siher si presenta come giornalista freelance e racconta la propria esperienza nella comunità musulmana dell’Università Statale di Milano. Spiega di essere stato tra i soci fondatori e il primo presidente effettivo dell’associazione degli studenti musulmani dell’ateneo, costituita nel 2018.
Nello stesso intervento riferisce di aver organizzato il primo iftar pubblico di Milano, il pasto serale che interrompe il digiuno del Ramadan. Racconta inoltre di essere originario della provincia di Brescia e di essersi trasferito a Milano dopo il liceo per frequentare l’università. Le informazioni sul suo percorso provengono dal profilo professionale pubblico e dalle dichiarazioni rese nel video.
Dopo il suo accompagnamento in questura, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha scritto sui social che il 30enne sarebbe vicino alla galassia pro Palestina e avrebbe contatti con ambienti antagonisti. Il ministro lo ha indicato come presunta mente del movimento e del profilo Instagram sul quale, secondo la ricostruzione investigativa, venivano organizzate azioni violente.
Piantedosi ha rivendicato l’attività degli investigatori e ha affermato che non ci saranno zone franche per chi organizza aggressioni o rivolte attraverso i social. Anche il ministro della Difesa Guido Crosetto ha commentato l’operazione, definendo Siher una persona introdotta negli ambienti culturali e professionali italiani. Le dichiarazioni dei due esponenti del governo si aggiungono agli elementi ora esaminati dalla Procura, mentre l’indagine dovrà chiarire il ruolo effettivo del ricercatore nella gestione della pagina e nelle iniziative attribuite al Movimento 17 ottobre.