nei campus universitari

Negli Stati Uniti, giovani in piazza contro l’intelligenza artificiale

"E' un ostacolo per l'ingresso nel mondo del lavoro, sostituisce i posti di primo impiego"

Negli Stati Uniti, giovani in piazza contro l’intelligenza artificiale

Ieri, domenica 25 ottobre 2026, la mobilitazione studentesca negli Stati Uniti d’America ha registrato un’accelerazione con manifestazioni diffuse in 31 Stati. Centinaia di giovani si sono radunati davanti alle sedi accademiche e istituzionali per denunciare l’impatto dei sistemi di intelligenza artificiale sul mercato dell’impiego e contestare l’aumento delle rette di studio a fronte di prospettive professionali ridotte.

La protesta, coordinata da diversi collettivi universitari, punta il dito contro l’automazione dei compiti operativi e il ridimensionamento delle posizioni di primo impiego nei settori dell’analisi dati, della programmazione informatica e della redazione di contenuti.

Contestato l’impatto dell’IA sulle assunzioni dei neolaureati

Le piazze dei campus universitari statunitensi sono state animate da striscioni e slogan rivolti alle grandi imprese tecnologiche e alle amministrazioni universitarie. I partecipanti al corteo hanno espresso preoccupazione per le minori opportunità d’ingresso nel mondo del lavoro, evidenziando come l’adozione dei modelli di intelligenza artificiale generativa stia sostituendo proprio le mansioni tradizionalmente destinate ai lavoratori con minore esperienza. Secondo le denunce dei rappresentanti degli studenti, le aziende preferiscono integrare strumenti automatizzati piuttosto che investire nella formazione delle figure lavorative junior.

“I costi per completare il percorso universitario rimangono altissimi, ma le aziende stanno eliminando la maggior parte dei ruoli di primo impiego per sostituirli con la tecnologia. In questo modo si cancella la possibilità stessa di iniziare una carriera professionale e di maturare l’esperienza sul campo.”

La rimozione dei gradini d’ingresso nel mercato professionale rischia di precludere il ricambio generazionale all’interno dei settori ad alto valore aggiunto, trasformando il conseguimento del titolo universitario in un investimento privo di riscontri occupazionali immediati.

Studi universitari e proposte legislative

Le rimostranze degli studenti trovano riscontro nelle recenti analisi elaborate dalle istituzioni scientifiche private.

Un’indagine condotta dalla Stanford University ha rilevato un calo netto nelle assunzioni dei candidati di età compresa tra 22 e 25 anni nelle mansioni maggiormente esposte all’adozione dell’intelligenza artificiale, confermando una tendenza alla contrazione delle posizioni entry-level.

Le dinamiche di mercato censite dal U.S. Bureau of Labor Statistics indicano un rallentamento nei tassi di collocamento per i neolaureati delle facoltà tecniche rispetto ai parametri rilevati negli anni precedenti.

Per arginare l’impatto socio-economico sulle carriere giovanili, diversi parlamentari statali statunitensi hanno avviato l’iter per l’approvazione di disegni di legge volti a regolamentare l’uso dei software automatizzati nelle procedure di selezione del personale.

I testi normativi in discussione richiedono alle aziende l’obbligo di trasparenza sull’impiego degli algoritmi e propongono l’introduzione dell’alfabetizzazione tecnologica all’interno dei percorsi di studio, con l’obiettivo di garantire tutele adeguate ai candidati e preservare l’occupazione della forza lavoro giovanile.