Leone XIV ha celebrato la Messa per la commemorazione dei defunti nel cimitero del Verano, a Roma, trasformando il momento di preghiera in un’appello rivolto a chi ha la responsabilità di fermare i conflitti. Prima dell’inizio della celebrazione, il Pontefice si è raccolto in preghiera su una tomba e ha deposto un’omaggio floreale.
La Messa è stata concelebrata dal cardinale vicario Baldassarre Reina, dal vicegerente della diocesi di Roma, il vescovo Renato Tarantelli Baccari, e dal parroco della basilica di San Lorenzo fuori le Mura. La celebrazione ha unito il ricordo delle persone scomparse alla riflessione sul dolore provocato dalle guerre e dalla perdita di familiari e persone care.
Il richiamo alle vittime dei conflitti
Nell’omelia, il Papa ha commentato la beatitudine «Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati», invitando a pregare per quanti hanno perso recentemente una persona cara. Un pensiero particolare è stato rivolto a coloro ai quali la guerra ha strappato i propri familiari, con un’attenzione specifica al dolore di madri, bambini e anziani.
«Possano le lacrime di tante madri, di tanti bambini, di tanti anziani toccare le coscienze di chi ha potere di far tacere le armi!», ha detto il Pontefice. Il passaggio ha dato alla commemorazione un significato che va oltre il ricordo dei morti, richiamando alla responsabilità quanti possono intervenire per interrompere le ostilità e contribuire alla fine dei conflitti.
La riflessione sulle beatitudini
Leone XIV ha ricordato che le beatitudini rappresentano «la via della vita piena e compiuta, già ora e per l’eternità». Secondo il Pontefice, il loro annuncio risuona con particolare intensità in un cimitero, luogo percepito come una soglia tra l’aldiquà e l’aldilà, tra l’esistenza terrena e ciò che attende l’uomo oltre la vita.
È Cristo Risorto, ha spiegato il Papa, a rivolgere ancora oggi ai suoi discepoli l’annuncio «Beati voi!». Nel corso dell’omelia, il Pontefice ha inoltre richiamato l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi e la lode dedicata dal Poverello alla «sorella Morte corporale». Il riferimento al Cantico delle creature ha riportato al centro della celebrazione i temi della morte, della speranza e della volontà di Dio.