BRACCIO DI FERRO

Si dibatte sui tagli alla scuola: FdI li nega, M5S invita a recuperare fondi da ponte sullo stretto e difesa

Secondo l'Esecutivo, le rimodulazioni di organico soddisferebbero precisi impegni concordati con l'Unione Europea, legati anche al calo demografico della popolazione studentesca

Si dibatte sui tagli alla scuola: FdI li nega, M5S invita a recuperare fondi da ponte sullo stretto e difesa

Un percorso tortuoso per la Legge di Bilancio 2027.

Non solo per le tensioni all’interno della maggioranza con i funzionari del Ministero di Economia e Finanza impegnati a trovare la “quadra” per “assecondare” le priorità dei partiti della coalizione, ma anche per gli attacchi dell’opposizione di Centrosinistra che sta sollecitando il Governo a deviare su azioni e strategie diverse rispetto a quelle messe sul tavolo fino a questo momento.

Tra i tanti argomenti di discussione e polemiche, il dibattito sulla manovra vede posizioni nettamente contrapposte tra Centrodestra e Centrosinistra in merito ai fondi per l’istruzione pubblica (copertina realizzata con l’aiuto dell’intelligenza artificiale).

Risorse per la scuola, la posizione del Movimento 5 Stelle

Ancor più nello specifico, all’interno dell’opposizione, c’è da registrare sul tema scuola la posizione del Movimento 5 Stelle.

I pentastellati ormai da giorni contestano un taglio complessivo di circa 7.000 posti nel settore scolastico, ripartiti in 5.000 docenti e 2.000 unità di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).

Secondo gli esponenti del M5S, tra cui la senatrice Barbara Floridia, queste riduzioni rappresentano un danno alla scuola pubblica a fronte di un parallelo incremento delle spese destinate alla Difesa e ai programmi di acquisizione militare (quantificati in un aumento di 14 miliardi nel biennio).

Ecco allora che la proposta per evitare i tagli del partito guidato dall’ex premier Giuseppe Conte consiste nel recuperare le risorse finanziarie disinvestendo da due voci specifiche:

  • Il ponte sullo stretto di Messina: chiedendo di bloccare o ridurre gli stanziamenti pubblici previsti per l’opera per dirottarli su spazi e servizi agli studenti.

  • Le spese militari e gli armamenti: suggerendo di rimodulare i fondi della Difesa verso l’istruzione e la sanità

La posizione di Fratelli d’Italia e della maggioranza

Dal canto suo, Fratelli d’Italia e i rappresentanti del Governo respingono l’accusa di voler tagliare la scuola, definendo le denunce delle opposizioni come “fake news”.

Secondo l’Esecutivo, le rimodulazioni di bilancio e di organico non costituiscono un definanziamento arbitrario, bensì l’adempimento di precisi impegni e riforme strutturali precedentemente concordati con l’Unione Europea all’interno del Pnnr (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), legati anche al calo demografico della popolazione studentesca.

E diversi esponenti di spicco di Fratelli d’Italia sono intervenuti direttamente per replicare alle accuse del M5S, respingendo l’idea dei “tagli”.

Tra questi, la senatrice Ella Bucalo, componente della commissione Cultura e Istruzione al Senato e viceresponsabile del dipartimento Istruzione di FdI:

Ella Bucalo di FdI

“Nessuna cattedra ordinaria verrà toccata con la legge di bilancio. Lo slogan dei 7.000 licenziamenti è falso sotto il profilo numerico, tecnico e didattico”. L’intervento del disegno di legge di Bilancio riguarda esclusivamente l’organico del potenziamento (introdotto nel 2015 per progetti o supplenze brevi) e non i docenti delle lezioni ordinarie. Senza contare che, a fronte del forte calo demografico (la diminuzione degli studenti), la proporzione tra professori e alunni rimane comunque favorevole. Alle loro bugie continueremo a rispondere con gli atti parlamentari”.

Tra le misure richiamate anche gli interventi per gli edifici scolastici, la tassazione agevolata del salario accessorio dei docenti e le agevolazioni sui libri di testo.

Galeazzo Bignami ha invece rigettato le critiche parlando di polemiche infondate della sinistra.

Come detto, la linea ribadita è quella che che le rimodulazioni di bilancio “derivano da impegni e riforme strutturali legati al Pnrr”, i cui accordi iniziali, secondo gli esponenti della maggioranza, risalgono ai Governi precedenti (tra cui il Governo Draghi sostenuto anche dal M5S).

Nonostante la ferma difesa della manovra, nei giorni più recenti Fratelli d’Italia ha mostrato segnali di apertura.

Insieme alla Lega (anche dopo le pressioni interne alla maggioranza e le proteste dei sindacati).

Esponenti del partito si sono detti pronti a incontrare le parti sociali e a valutare possibili correttivi in Parlamento per rimodulare le coperture finanziarie e mitigare l’impatto sugli organici scolastici.