Scenario atlantico

Stanley Johnson: Londra riavvicini il Paese all’Europa

Il padre dell’ex premier britannico valuta l’esito delle elezioni statunitensi e invita Downing Street a rafforzare i legami continentali

Stanley Johnson: Londra riavvicini il Paese all’Europa

Stanley Johnson, padre dell’ex primo ministro britannico Boris Johnson e politico di lungo corso, considera l’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti un’opportunità per il Regno Unito. In un’intervista all’Adnkronos, ha sostenuto che la nuova composizione del Congresso, passato sotto il controllo dei Democratici, potrebbe creare condizioni favorevoli per il governo guidato da Andy Burnham, anche alla luce dei rapporti in evoluzione tra Londra e l’Unione europea.

Secondo Johnson, il quadro internazionale offre alla Gran Bretagna possibili sponde sia sul versante americano sia su quello continentale. Da una parte, l’Ue avrebbe accolto positivamente l’ipotesi di un’eventuale riavvicinamento britannico; dall’altra, i Democratici statunitensi sarebbero più vicini alle posizioni dei laburisti rispetto all’amministrazione di Donald Trump. Questa convergenza, nella sua lettura, potrebbe aiutare il Regno Unito ad affrontare questioni internazionali delicate e a ridefinire i propri rapporti con i principali interlocutori.

Il giudizio sull’amministrazione Trump

L’ex funzionario internazionale, che ha lavorato per la Banca Mondiale e per la Commissione europea ed è stato membro del Parlamento europeo negli anni Ottanta nelle file del Partito conservatore, ha criticato l’atteggiamento tenuto da Trump su diversi dossier. Tra quelli citati figura la lotta ai cambiamenti climatici: durante il suo primo mandato, il presidente aveva avviato il ritiro degli Stati Uniti dall’Accordo di Parigi, diventato effettivo nel 2020 e poi annullato nel febbraio 2021, dopo l’insediamento di Joe Biden.

Per Johnson, il possibile riallineamento di Washington agli sforzi internazionali sul clima rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del nuovo scenario politico americano. Il tema, ha spiegato, non riguarda soltanto le politiche ambientali, ma anche la condivisione di priorità globali che coinvolgono territori e popolazioni colpiti dalle conseguenze di un sostegno ritenuto insufficiente o poco chiaro da parte dell’amministrazione Trump.

Il rapporto con l’Unione europea

Sul piano interno, l’ex parlamentare europeo ha invitato il governo britannico a non concentrarsi esclusivamente sull’esito del voto statunitense e sui nuovi equilibri tra il Congresso, il Senato e la Casa Bianca. A suo giudizio, Downing Street dovrebbe continuare a lavorare sui rapporti con i territori confinanti e, soprattutto, sul riassetto dei legami con l’Ue dopo la Brexit.

Tra le priorità indicate c’è il ritorno del Regno Unito nell’Agenzia europea dell’ambiente. Johnson ha osservato che, nella fase successiva all’uscita dall’Unione, Londra avrebbe potuto restare nell’organismo, ma non lo fece. Il rientro viene quindi presentato come un passaggio concreto e immediato nel percorso di ridefinizione dei rapporti con il continente. La presenza britannica nell’agenzia, ha aggiunto, potrebbe anche rappresentare un segnale politico verso gli Stati Uniti, mostrando una maggiore compattezza tra i Paesi europei rispetto alla disunione auspicata da Trump.