Commercio Internazionale

Ecr – Polato: “Inaccettabile dumping sociale sul riso da Cambogia e Myanmar: tutelare filiera risicola europea”

L'Eurodeputato è intervenuto in Commissione INTA al Parlamento europeo durante il dibattito sui recenti sviluppi in materia di lavoro forzato

Ecr – Polato: “Inaccettabile dumping sociale sul riso da Cambogia e Myanmar: tutelare filiera risicola europea”

L’Eurodeputato Daniele Polato (Fdi) Capogruppo dell’ECR in Commissione Commercio Internazionale (INTA) è intervenuto stamane in Commissione INTA al Parlamento europeo durante il dibattito sui recenti sviluppi in materia di lavoro forzato e il loro impatto sui flussi commerciali.

Polato: “Inaccettabile il dumping sociale sul riso da Cambogia e Myanmar”

Nel suo intervento, Polato ha denunciato il drammatico paradosso che colpisce la filiera risicola europea, anche alla luce dei dossier ONU di agosto 2026 che certificano lo sfruttamento sistematico e il lavoro minorile in Myanmar e Cambogia.

“I dati certificati dalle Nazioni Unite non lasciano spazio a mezze misure, ma questo quadro grigio era ben noto da tempo”, ha dichiarato POLATO. “Già mesi fa, nei lunghi negoziati sullo Schema di Preferenze Generalizzate (GSP) e il riso, avevo ripetutamente sollevato il problema e denunciato l’asimmetria tariffaria verso questi paesi. Ma ci è stato detto che non era un problema e la risposta è stata tiepida. Verso paesi come Myanmar e Cambogia, che esportano volumi crescenti di riso e che sfruttano anche la manodopera minorile, sono state prese misure troppo indulgenti. Pensiamo alla soglia di salvaguardia adottata, che permette a queste nazioni di esportare ancora di più basandosi sul lavoro forzato e allo stesso tempo penalizza i nostri produttori.”

Polato ha richiamato l’azione nazionale come modello da seguire per riequilibrare il settore:

“L’Italia si sta dimostrando capofila in Europa a sostegno della condizionalità sociale della PAC, grazie all’iniziativa del ministro Lollobrigida. Non ha senso rafforzare le tutele interne per i lavoratori, imponendo ai nostri risicoltori regole severe su sostenibilità e fitofarmaci, e poi tollerare l’ingresso a dazio zero di riso raccolto sfruttando i minori. Questo è dumping sociale ed ecologico legalizzato sulle spalle delle nostre imprese. Speriamo che dopo queste evidenze, e visto che l’intero comparto del riso europeo (dai produttori ai trasformatori) è in sofferenza, la Commissione Europea ripensi alcuni aspetti del GSP, come noi chiediamo da anni.”