La eurodeputata Ilaria Salis è stata condannata dal Tribunale di Milano per aver licenziato due suoi collaboratori “senza giusta causa”. La sentenza, emessa dal giudice Franco Caroleo, ha stabilito un risarcimento di oltre 300mila euro per i danni subiti dai due ex assistenti, che avevano contratti in scadenza alla fine del mandato parlamentare nel luglio 2029.
I due collaboratori avevano contribuito alla campagna elettorale di Salis, eletta europarlamentare con Alleanza Verdi e Sinistra nel giugno 2024. Tuttavia, solo pochi mesi dopo la vittoria, nel febbraio 2025, sono stati licenziati senza preavviso. La sentenza evidenzia che la Salis non ha fornito prove sufficienti per giustificare i licenziamenti, rimanendo contumace durante il processo.
Dettagli della condanna
Il giudice ha sottolineato che l’onere della prova della giusta causa ricade sulla datrice di lavoro, e la Salis non ha assolto a tale obbligo. I due ex collaboratori, assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, hanno cercato di notificare il ricorso all’indirizzo ufficiale di residenza della eurodeputata, ma senza successo.
La vicenda si complica ulteriormente considerando che Salis era già stata arrestata in Ungheria per aver aggredito militanti di estrema destra durante le manifestazioni del ‘Giorno dell’Onore’. La condanna per i licenziamenti ingiustificati rappresenta un ulteriore colpo alla sua carriera politica, già segnata da controversie.
Implicazioni future
Con un risarcimento stabilito in 300.900 euro per i mancati guadagni fino alla fine del mandato e 10mila euro per spese legali, la Salis si trova ora a fronteggiare non solo le conseguenze economiche, ma anche un danno alla sua reputazione. La sentenza potrebbe avere ripercussioni sulla sua carriera politica e sulla fiducia che gli elettori ripongono in lei.