Sabato scorso, il 27 luglio 2026, un gruppo di manifestanti no Tav ha dato vita a una violenta guerriglia presso il cantiere dell’Alta Velocità in Val di Susa. L’inviato del Corriere della Sera, Alfio Sciacca, ha documentato gli eventi che hanno portato all’assalto e alla devastazione del sito.
Durante la protesta, le strutture del cantiere sono state gravemente danneggiate, con resti anneriti dal fumo che testimoniano l’intensità dell’attacco. I manifestanti hanno utilizzato diversi mezzi per forzare l’accesso al cantiere, causando danni ingenti e creando un clima di paura e tensione nella zona.
Le conseguenze della violenza
Le autorità locali hanno avviato indagini per identificare i partecipanti alla manifestazione violenta. La situazione ha sollevato preoccupazioni riguardo alla sicurezza nei cantieri dell’Alta Velocità, un progetto che ha già suscitato polemiche e divisioni tra favorevoli e contrari. La guerriglia di sabato rappresenta un episodio significativo nella lunga storia di conflitti legati a questo progetto infrastrutturale.
In seguito agli scontri, la polizia ha intensificato i controlli nella zona, cercando di prevenire ulteriori atti di violenza. La comunità locale è in allerta, mentre si attende una risposta ufficiale da parte delle istituzioni riguardo alla gestione della sicurezza nei cantieri e alla necessità di dialogo con i gruppi di opposizione.