Giustizia

Israele, il tribunale di Gerusalemme ferma la prigione dei coccodrilli

Il tribunale di Gerusalemme ferma il controverso progetto di detenzione voluto da Ben-Gvir

Israele, il tribunale di Gerusalemme ferma la prigione dei coccodrilli

Il tribunale di Gerusalemme ha bloccato la realizzazione della cosiddetta “prigione dei coccodrilli“, un progetto voluto dal ministro della Sicurezza Itamar Ben-Gvir, che avrebbe dovuto essere avviato nel carcere di Ketziot. La decisione è stata presa lunedì 3 agosto 2026, in un contesto di crescente tensione riguardo alle politiche carcerarie in Israele.

Il progetto, secondo quanto dichiarato da Ben-Gvir, aveva l’obiettivo di “rafforzare la deterrenza” nei confronti dei prigionieri, ma ha suscitato forti polemiche e critiche da parte di diverse associazioni per i diritti umani e di esponenti politici. La proposta di creare una prigione con misure ritenute estreme ha sollevato interrogativi sulla legalità e sull’umanità delle condizioni di detenzione.

Reazioni alla decisione

Il ministro della Sicurezza ha espresso il suo disappunto per la decisione del tribunale, affermando che “i giudici aiutano i terroristi”. Questa affermazione riflette un clima di tensione tra le istituzioni giudiziarie e il governo, in particolare su questioni legate alla sicurezza nazionale e alla gestione dei detenuti. Ben-Gvir ha sottolineato l’importanza di misure più severe per affrontare la criminalità e il terrorismo.

La decisione del tribunale non solo ha bloccato il progetto della prigione, ma ha anche riacceso il dibattito sulle politiche carcerarie in Israele. Molti esperti e attivisti sostengono che le misure punitive non sono la soluzione e che è necessario un approccio più umano e riformista per affrontare il problema della criminalità nel paese.