Un uomo di 40 anni è morto in un cantiere a Brescia mentre si trovava al lavoro nelle ore più calde della giornata. La vicenda ha portato all’apertura di un’inchiesta e all’iscrizione nel registro degli indagati dei datori di lavoro. Gli accertamenti dovranno chiarire le circostanze del decesso e verificare il rispetto delle disposizioni introdotte per proteggere chi opera all’aperto durante le fasi di maggiore calore.
La verifica sull’ordinanza
Secondo le informazioni disponibili, la morte è avvenuta nonostante l’ordinanza regionale anti-caldo. Il provvedimento prevede nuove disposizioni per le attività lavorative nelle fasce orarie caratterizzate dalle temperature più elevate. Nel caso esaminato dalla magistratura, viene contestato proprio il mancato rispetto delle misure regionali.
Si tratta del primo caso in Lombardia in cui viene contestata la violazione delle nuove disposizioni legate al lavoro durante le ore più calde. L’indagine dovrà stabilire se le regole siano state applicate nel cantiere e se vi siano elementi utili a collegare eventuali inosservanze alle condizioni in cui si è verificato il decesso.
Gli accertamenti giudiziari
I datori di lavoro risultano indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo la morte. L’iscrizione non equivale a una responsabilità accertata: saranno gli accertamenti, coordinati dall’autorità giudiziaria, a chiarire i fatti e a definire eventuali profili di rilievo penale.
Al momento non sono disponibili ulteriori informazioni sull’identità della vittima, sulla dinamica precisa dell’accaduto o sulle eventuali attività investigative già svolte nel cantiere. Il dato centrale della vicenda resta la morte di un lavoratore durante le ore di maggiore caldo e la contestazione, per la prima volta in Lombardia, del mancato rispetto dell’ordinanza regionale.