Tensioni globali

Iran valuta attacchi a basi Usa in Europa

Il conflitto coinvolge anche alleati occidentali, rotte energetiche e Striscia di Gaza

Iran valuta attacchi a basi Usa in Europa

La tensione tra Iran e Stati Uniti resta alta dopo la scadenza formale del cessate il fuoco previsto dal memorandum di giugno. Secondo quanto riferito dal Financial Times, Teheran avrebbe preso in esame la possibilità di colpire installazioni militari americane nell’Europa meridionale e sud-orientale nel caso in cui Washington riprendesse i raid. Tra i possibili obiettivi sono state indicate la base aerea di Bezmer, in Bulgaria, utilizzata per i rifornimenti dei velivoli statunitensi, e alcune strutture a Cipro.

La Bulgaria ha innalzato i livelli di sicurezza attorno alle proprie infrastrutture, mentre la Nato ha ribadito la solidarietà tra gli alleati e la solidità dei sistemi di deterrenza e difesa aerea. Il capo di Stato Maggiore iraniano Ali Abdollahi ha inoltre avvertito i Paesi del Golfo Persico: la concessione di basi, il supporto logistico o il rifornimento ai mezzi militari americani verrebbero considerati da Teheran una partecipazione diretta al conflitto.

Le minacce nello Stretto di Hormuz

Tra le ipotesi attribuite all’Iran figura anche un’azione contro i cavi sottomarini in fibra ottica nello Stretto di Hormuz. Nella stessa area, secondo Axios, le forze armate statunitensi avrebbero predisposto da diverse settimane un corridoio marittimo riservato lungo la costa dell’Oman. Il passaggio consentirebbe a circa 10 milioni di barili di petrolio al giorno di raggiungere i mercati internazionali, un volume pari a circa la metà di quello precedente al conflitto.

Le petroliere, tra 15 e 20 ogni notte, verrebbero organizzate in finestre orarie per l’ingresso e l’uscita dallo stretto, con il coordinamento di una task force con sede a Fort Bragg, in North Carolina, e dei partner del Golfo. Gli aerei da combattimento statunitensi garantirebbero la protezione del corridoio. L’operazione riguarderebbe anche le navi vuote dirette verso i porti del Golfo Persico per caricare il greggio. Secondo le fonti citate da Axios, il dispositivo sarebbe stato reso possibile da una campagna militare americana di due settimane che avrebbe ridotto le capacità iraniane di radar e sorveglianza marittima.

Le misure economiche annunciate da Trump

Il presidente americano Donald Trump ha annunciato su Truth Social una nuova campagna di sanzioni contro la Repubblica islamica, definendola un “D-Day economico” e una “guerra economica senza precedenti”. Trump ha motivato la decisione con il rifiuto iraniano di accettare un accordo diplomatico proposto da Washington e ha minacciato conseguenze anche per banche, aziende, aeroporti e istituzioni di Paesi terzi che fornissero sostegno a Teheran.

Nel mirino ci sarebbero il contrabbando di petrolio, le reti finanziarie, i trasferimenti di contante e le società di comodo utilizzate per aggirare le sanzioni. Tra le misure ipotizzate figurano sanzioni secondarie contro raffinerie indipendenti cinesi e ritorsioni sul sistema bancario estero, con possibili ripercussioni sui rapporti tra Washington e Pechino. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha replicato che il provvedimento sarebbe un diversivo per nascondere la crisi americana, citando il debito e l’aumento degli interessi.

Nel quadro regionale, Israele ha accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan di trascinare Ankara in “avventure pericolose” in Siria, dopo il bombardamento di un aeroporto militare nella provincia di Idlib. Ankara ha respinto la motivazione israeliana secondo cui la struttura sarebbe stata destinata a ospitare truppe turche. A Gaza, fonti sanitarie palestinesi hanno riferito di dieci morti e oltre 20 feriti in un attacco israeliano. Gli Stati Uniti hanno inoltre notificato al Congresso lo stanziamento di oltre 206 milioni di dollari per la Forza di Stabilizzazione Internazionale prevista dal piano americano per la Striscia.