Finlandia e Svezia si preparano a riprendere i trasferimenti verso l’Italia dei richiedenti asilo ritenuti di competenza del primo Paese europeo di ingresso. La decisione segue analoghe iniziative già annunciate da Germania, Svizzera e Austria e viene collegata all’entrata in vigore del nuovo Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, l’AMMR.
Il ministero dell’Interno finlandese ha spiegato che le nuove norme consentono la ripresa delle procedure e che i trasferimenti sono attualmente in fase di preparazione. Per Helsinki, ha riferito la portavoce Satu Sisatto, è essenziale applicare le regole sulla responsabilità dell’esame delle domande e garantire che gli Stati membri dell’Unione europea rispettino gli impegni previsti dal Patto su migrazione e asilo. La Finlandia ha inoltre ribadito di avere mantenuto nel tempo cooperazione e dialogo con l’Italia.
Anche la Svezia intende proseguire i trasferimenti, in conformità con le disposizioni del Patto europeo. La portavoce della ministra svedese per la migrazione, Victoria Holmqvist, ha sottolineato che Stoccolma aveva già effettuato operazioni analoghe e che, dal punto di vista svedese, non si tratta di una novità. Secondo la rappresentante del governo, l’entrata in vigore del Patto ha reso più efficienti i trasferimenti previsti dal Regolamento di Dublino.
Chi sono i richiedenti soggetti alle regole di Dublino
Con il termine dublinanti vengono indicati i richiedenti asilo che, dopo essere stati identificati e aver presentato domanda di protezione nel primo Stato europeo di ingresso, si spostano in un altro Paese e presentano una nuova richiesta. In base al sistema di Dublino, la responsabilità dell’esame resta in linea generale al Paese dove la persona è stata registrata per la prima volta. Gli Stati che ricevono una domanda da un richiedente già identificato altrove possono quindi chiedere il trasferimento al Paese competente.
Il meccanismo riguarda soprattutto i Paesi di primo approdo, tra cui l’Italia, dove vengono registrati molti migranti che, dopo lo sbarco e l’identificazione, proseguono il viaggio verso altri Stati europei. Sono i cosiddetti movimenti secondari. Secondo gli ultimi dati Eurostat citati nel testo, nel 2025 l’Italia ha ricevuto 24.152 richieste di presa in carico da altri Paesi dell’Unione, ma ne ha accettate 85. La Germania ha invece inviato 35.993 richieste in uscita, alle quali hanno fatto seguito 5.377 trasferimenti.
Il confronto tra Roma e Berlino
Sul tema è aperto anche un confronto tra Italia e Germania. I due Paesi avevano raggiunto un’intesa lo scorso dicembre, ma restano differenti le interpretazioni sugli effetti dell’entrata in vigore del Patto europeo, avvenuta il 12 giugno. Roma ritiene che le nuove disposizioni abbiano azzerato le pendenze relative ai migranti secondari arrivati prima di quella data. Berlino, invece, ha chiesto all’Italia di riprendere tre persone giunte nel Paese prima del 12 giugno.
Il Patto mantiene il principio secondo cui l’esame della domanda di asilo spetta al Paese di primo ingresso, ma accelera le procedure per il trasferimento dei richiedenti nello Stato competente. Allo stesso tempo, amplia le eccezioni che possono attribuire la responsabilità a un altro Paese, tra cui quelle legate alla presenza di familiari. Sarà l’applicazione concreta di queste norme a determinare tempi e modalità dei prossimi trasferimenti verso l’Italia.