L’Italia proroga di altri 15 giorni i controlli alle frontiere per i viaggiatori provenienti dalla Spagna. Il provvedimento riguarda la sospensione temporanea delle normali regole dell’area Schengen, introdotta dopo la crisi migratoria che ha coinvolto Ceuta, enclave spagnola situata sulla costa nordafricana.
Il Viminale ha comunicato che è in corso di notifica alla Commissione europea la nota con cui il governo italiano informa l’Unione europea della proroga. La decisione è stata assunta sulla base dell’analisi del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere, che ha rilevato il permanere degli elementi valutati all’origine della reintroduzione dei controlli, scattata lo scorso 1 agosto.
La situazione a Ceuta
Secondo quanto riferito nei giorni scorsi dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la situazione nell’exclave spagnola resta critica. A Ceuta sarebbero ancora presenti tra 5 mila e 10 mila migranti, dopo l’arrivo di almeno 60 mila persone alla fine di luglio. Il ministro ha inoltre parlato di forti tensioni con la popolazione residente, elementi che hanno contribuito alle valutazioni sulla sicurezza delle frontiere.
Nel decidere il prolungamento, il governo italiano ha considerato anche le iniziative già avviate dalla Spagna insieme all’Unione europea, con l’obiettivo di favorire una graduale normalizzazione della situazione. Le ragioni della proroga sono state illustrate da Piantedosi al ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, durante un confronto telefonico definito costruttivo.
La scadenza dei controlli era fissata al 31 agosto 2026. Nei giorni precedenti, i media spagnoli avevano riferito dell’orientamento italiano a estendere la misura. Il 28 agosto, intervenendo all’evento La Piazza di Affari Italiani a Ceglie Messapica, Piantedosi aveva spiegato che la decisione definitiva sarebbe stata presa alla scadenza, dopo una valutazione della situazione a Ceuta, sottolineando che la crisi non aveva ancora mostrato un miglioramento significativo.