Il movimento politico Meritocrazia Italia (in copertina il presidente Walter Mauriello) pone l’attenzione sul nuovo e preoccupante modo di fare politica nei palazzi della capitale, un approccio che si allontana sempre di più dalla realtà, dai fatti concreti, dal lavoro, dalla società, dalle infrastrutture e dalla sanità. Una politica priva di visione, che nulla fa e nulla dice sull’iperconnessione dei ragazzi, sull’ingresso dell’Intelligenza Artificiale e sui pericoli dell’impatto sul mondo del lavoro, oltre a non organizzare la formazione futura. Il piano culturale, formativo e specializzante che ha retto il Paese fino ad oggi sta per stravolgersi: le lauree, le specializzazioni e i mestieri verranno riscritti dall’IA.
L’attenzione dei rappresentanti delle istituzioni si fonda sempre su situazioni disarmanti e passerelle mediatiche. Anche quando le fazioni si avversano sotto ogni profilo ideologico, parte la gara a telefonare per ottenere il solito aiuto di Stato. Sebbene un’amministrazione solerte nel soccorrere chi si trova in difficoltà rappresenti una conquista esemplare, si plaude a chi, nonostante la grande difficoltà del momento vissuta a Cuba, ha la forza di rifiutare il trasferimento di Stato dall’isola verso la penisola, opzione che spetta a qualunque connazionale in drammatiche condizioni di salute o di emergenza. Il motivo risiede nel fatto che la gestione pubblica spesso sperpera, per cui un rifiuto a un aiuto, pur legittimo, viene percepito come un “no” agli sprechi.
Le sfide urgenti per la sanità italiana
La missione del movimento non nasce per inseguire il messaggio social del giorno, ma si fonda su tre emergenze che le istituzioni fingono di non vedere. La prima riguarda un sistema sanitario aggiornato e umano: non bastano più toppe e slogan, serve una sanità meritocratica, territoriale, digitale ma umana. Questo settore deve valorizzare medici, infermieri e lavoratori OSS, oggi stanchi e sottopagati, e deve ridurre le liste d’attesa non attraverso dati falsati, ma mediante organizzazione, tecnologia e assunzioni per merito. Il sistema non deve lasciare da solo un cittadino ricoverato all’estero, ma deve mostrare una forza tale da rappresentare un modello anche fuori dai confini nazionali.
Intelligenza artificiale e trasformazione del lavoro
La seconda emergenza analizzata da Meritocrazia Italia riguarda l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, destinata a cancellare e riscrivere il 40% dei mestieri senza che nessuno stia preparando le giovani generazioni. L’organizzazione chiede un Piano Nazionale Straordinario per l’IA che preveda formazione obbligatoria nelle scuole, riqualificazione per i lavoratori, etica dell’algoritmo e tutela del lavoro umano. La rivoluzione tecnologica va guidata per evitare di formare laureati in materie destinate a scomparire, lasciando le nuove generazioni prive di prospettive.
Regole sui social network e tutela della persona
La terza priorità del movimento, vera e propria battaglia storica, è l’introduzione di un Testo unico sui social network. La proposta è stata consegnata a tre diversi esecutivi negli ultimi quattro anni e verrà ripresentata anche all’attuale compagine di governo. La class action contro i colossi del web rappresenta solo la punta dell’iceberg per una popolazione che ha rinunciato alla vita reale per guardare uno schermo, evidenziando danni esistenziali, scolastici, lavorativi e sanitari. Non serve punire a posteriori, ma occorre prevenire con regole semplici: limiti di età reali, educazione digitale nelle scuole e responsabilità delle piattaforme.
Basta spettacolarizzazioni della solidarietà
Meritocrazia Italia chiede alla politica di abbandonare il politicamente corretto, le tendenze woke e la corsa al consenso virtuale, entrando in una fase completamente diversa e concreta. Le attività di solidarietà e beneficenza richiedono il massimo riserbo, evitando di trasformare un evento personale e delicato come quello che ha colpito l’ex deputato Alessandro Di Battista, a cui il movimento rinnova gli auguri di pronta guarigione, in una passerella. Bisogna evitare che vicende private vengano sfruttate per rincorrere un’ideologia distante dalle reali esigenze della popolazione, la quale non chiede messaggi di solidarietà in rete, ma una sanità efficiente, garanzie per il futuro con l’Intelligenza Artificiale e una legge sui social a tutela dei giovani.