Previsioni ENSO

El Niño potrebbe rendere l’inverno italiano più mite e piovoso

Modelli internazionali indicano un rafforzamento autunnale del fenomeno, con possibili ricadute su precipitazioni e temperature nel Mediterraneo

El Niño potrebbe rendere l’inverno italiano più mite e piovoso

El Niño potrebbe influenzare anche il clima europeo e italiano nei prossimi mesi, dopo il rafforzamento delle anomalie registrate nel Pacifico equatoriale. Le previsioni indicano temperature mediamente più elevate e precipitazioni intense in diverse aree del pianeta, con possibili ricadute su Sud America, Australia e Africa, ma anche sull’Europa meridionale.

Il fenomeno, secondo le analisi citate nel testo, potrebbe aumentare il rischio di eventi estremi come inondazioni, siccità e caldo anomalo. Per l’Italia l’ipotesi descritta è quella di una stagione invernale mediamente più mite e, al tempo stesso, più piovosa. Si tratta comunque di una tendenza generale: l’effettiva evoluzione delle condizioni atmosferiche resta difficile da definire con precisione.

Le anomalie osservate nel Pacifico

I dati del Climate Prediction Center del National Weather Service segnalano anomalie significative nella temperatura dell’acqua sotto la superficie marina, arrivate fino a 10 gradi Celsius in profondità. Sono state inoltre osservate anomalie dei venti occidentali alle quote più basse e dei venti orientali in quota, estese dal Pacifico equatoriale occidentale fino alle aree centrali e orientali.

Nel mese di luglio è aumentato anche l’indice della temperatura subsuperficiale equatoriale, calcolato nell’area compresa tra 180 gradi e 100 gradi di longitudine ovest. L’incremento riflette un termoclino più profondo della media, cioè uno spostamento verso il basso dello strato che separa le acque superficiali più calde da quelle profonde più fredde. In altre parole, una quantità maggiore di calore si è propagata negli strati inferiori dell’oceano.

Le proiezioni per i prossimi mesi

Le previsioni ENSO del CPC, elaborate mettendo a confronto modelli nordamericani e internazionali, indicano un ulteriore rafforzamento di El Niño fino alla fine dell’anno. Per il periodo ottobre-dicembre 2026 viene indicata una probabilità del 69 per cento di un episodio di intensità eccezionale, superiore ai precedenti eventi osservati dal 1950 e associati a un’anomalia di circa 2,5 gradi Celsius.

El Niño è un riscaldamento periodico delle acque del Pacifico equatoriale che si manifesta a intervalli irregolari, generalmente tra due e sette anni, e si contrappone a La Niña, caratterizzata invece da un raffreddamento. Il suo sviluppo è legato alle temperature già sopra la media del Pacifico e può modificare la circolazione atmosferica su scala globale.

L’Organizzazione meteorologica mondiale valuta prossima al 100 per cento la probabilità di un episodio di El Niño. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha collegato l’evoluzione del fenomeno alla crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi. Per l’Italia, il possibile intreccio tra caldo persistente, fasi di afa e precipitazioni improvvise viene descritto come una delle principali conseguenze da monitorare, senza però consentire previsioni locali definitive.