Reazioni europee

A Belgrado l’addio a Mladic, l’Ue condanna la cerimonia

Migliaia di persone hanno accompagnato il feretro; Bruxelles ha richiamato il passato giudiziario dell’ex generale

A Belgrado l’addio a Mladic, l’Ue condanna la cerimonia

Migliaia di persone si sono radunate a Belgrado per i funerali di Ratko Mladic, l’ex comandante militare serbo-bosniaco morto il 27 agosto all’età di 84 anni. La cerimonia si è svolta nella chiesa di San Luca, alla presenza di diversi ministri serbi, dell’ambasciatore russo e di Milorad Dodik, ex presidente della Republika Srpska. Non era presente il presidente serbo Aleksandar Vucic.

La cerimonia nella capitale

Mladic è morto mentre scontava all’Aja una condanna all’ergastolo per genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi durante la guerra in Bosnia. Il suo corpo è stato rimpatriato in Serbia e, al termine della funzione religiosa, il feretro è stato trasportato da alcuni soldati verso il cimitero di Topcider.

Durante il corteo, migliaia di partecipanti hanno sventolato bandiere serbe e vessilli con il volto dell’ex comandante. Il patriarca Porfirije ha dichiarato che il nome di Mladic resterà profondamente impresso nella memoria e nelle preghiere della maggioranza del popolo serbo-ortodosso. Le parole del patriarca sono arrivate in una giornata segnata dalla partecipazione di rappresentanti istituzionali serbi e dalla presenza dell’ambasciatore di Mosca.

La reazione dell’Unione europea

La cerimonia è stata criticata dall’Unione europea. In una nota, il portavoce del Servizio europeo di azione esterna, Christian Wigand, ha definito Mladic un criminale di guerra condannato per reati collegati anche al genocidio di Srebrenica.

Secondo la posizione espressa da Bruxelles, la glorificazione di criminali di guerra, la negazione del genocidio e il revisionismo sono incompatibili con i valori fondamentali europei e non hanno posto né nell’Ue né nei Paesi candidati all’adesione. La nota non ha indicato direttamente la Serbia, nonostante il rimpatrio del corpo e lo svolgimento dei funerali a Belgrado.

Nel documento, il portavoce ha ricordato che i conflitti armati dei Balcani occidentali degli anni Novanta rappresentano uno dei periodi più bui della storia recente europea. L’Ue ha inoltre ribadito la propria solidarietà alle vittime, ai sopravvissuti e alle loro famiglie, sottolineando che riconciliazione e buone relazioni tra i Paesi della regione restano essenziali per costruire un futuro condiviso.

La dichiarazione richiama infine il ruolo dell’Unione europea nel sostenere la stabilità regionale, la riconciliazione e la ricerca di soluzioni alle controversie ancora legate all’eredità dei conflitti nell’ex Jugoslavia, nel rispetto del diritto internazionale.