FEMMINICIDIO

Lorena era ancora viva quando è stata spinta giù dal cavalcavia

Lo ha stabilito l’autopsia. Mercoledì i funerali

Lorena era ancora viva quando è stata spinta giù dal cavalcavia

I risultati dell’esame autoptico depositati lunedì 7 settembre 2026 fanno luce sulla dinamica dell’omicidio di Lorena Isceri, la cinquantaduenne trovata priva di vita nel Mugello ai piedi di un viadotto lungo l’autostrada A1 nei pressi di Badia al Pino, in provincia di Arezzo. Gli accertamenti medico-legali disposti dalla Procura della Repubblica hanno confermato che la vittima respirava ancora quando è stata fatta precipitare dal ponte dall’ex compagno di cinquantaquattro anni, Federico Vella.

Esiti dell’esame autoptico e dinamica dei fatti

L’ispezione cadaverica eseguita dai consulenti tecnici ha rilevato la presenza di lesioni interne e traumi da precipitazione compatibili con una caduta da grande altezza avvenuta mentre il cuore della cinquantaduenne batteva ancora. I traumi alla testa e al torace riscontrati prima del volo non erano mortali, elemento che attesta come la causa del decesso sia direttamente riconducibile all’impatto al suolo. La perizia medico-legale consegna agli inquirenti un quadro probatorio determinante per ricostruire le ultime fasi dell’aggressione fatale.

Data dei funerali

Le esequie della vittima si terranno nel pomeriggio di domani, mercoledì 9 settembre 2026, nella chiesa parrocchiale del comune di origine, Squinzano, in provincia di Lecce (la cerimonia è prevista nella chiesa di Maria Regina). Lorena Isceri si era trasferita da tempo a Firenze.

La salma della cinquantaduenne è stata restituita ai familiari dopo il nulla osta rilasciato dalla magistratura aretina a conclusione degli accertamenti peritali. Il sindaco e la giunta comunale di Squinzano hanno disposto l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici, confermando la vicinanza della cittadinanza ai familiari colpiti da questa drammatica vicenda di violenza di genere.