Le amministrazioni statunitensi, sia repubblicane sia democratiche, si sono sempre opposte all’edificazione nell’area E1, nella Cisgiordania occupata. Secondo quanto riportato dai media, Donald Trump non si sarebbe opposto alle sanzioni rivolte ai coloni israeliani.
Le restrizioni annunciate
Il Regno Unito ha annunciato l’intenzione di introdurre restrizioni nazionali e di sostenere eventuali misure europee sul commercio di merci provenienti dagli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.
All’iniziativa britannica si sono uniti Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda, Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia. I governi hanno espresso la volontà di valutare o appoggiare limitazioni commerciali nei confronti dei prodotti legati agli insediamenti, in un contesto segnato dal contrasto alle attività edilizie nell’area E1.
La risposta del governo Netanyahu
In risposta all’annuncio, il governo guidato da Benjamin Netanyahu ha comunicato la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme Est. La sede si occupa dei rapporti con l’Autorità Palestinese.
Le autorità israeliane hanno inoltre annunciato l’espulsione di diplomatici e ufficiali militari britannici assegnati a una task force per Gaza a guida statunitense. La misura apre un nuovo fronte di tensione nei rapporti tra Israele e Regno Unito, mentre resta centrale il tema degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata e delle possibili conseguenze commerciali delle restrizioni annunciate.