La Commissione europea commette un errore nel procedere con la presentazione del Regolamento europeo sulla casa, alimentando così le preoccupazioni dei cittadini già emerse negli ultimi giorni.
A Bruxelles, i rappresentanti politici italiani hanno espresso un duro giudizio sull’impostazione scelta dall’esecutivo dell’Unione.
“Con l’attuale impostazione si comprime il diritto di proprietà, si invadono le competenze che spettano agli Stati membri, si mettono i territori uno contro l’altro”, affermano in una nota congiunta Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia-Ecr al Parlamento europeo, Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di Fratelli d’Italia-Ecr e coordinatrice per il Gruppo Ecr in Hous, e Denis Nesci, eurodeputato di FdI-Ecr e componente della commissione IMCO.
Critiche al calcolo della tensione abitativa
Le perplessità degli esponenti politici riguardano principalmente i criteri scelti dalle istituzioni comunitarie per la misurazione delle criticità immobiliari nei vari paesi.
“Infatti, il Regolamento misura la tensione abitativa in maniera univoca, senza per altro tenere in considerazione i redditi familiari, così che interi territori italiani risulteranno in emergenza mentre altri no. Inoltre, la Commissione potrà cambiare le soglie con un atto delegato, senza che il Parlamento europeo possa emendarle”, spiegano Fidanza, Sberna e Nesci nella giornata di mercoledì 9 settembre 2026.
I rischi per gli investimenti e l’offerta di immobili
Secondo i rappresentanti di Fratelli d’Italia, l’approccio adottato dalle autorità di Bruxelles rischia di produrre effetti opposti a quelli desiderati.
“La crisi abitativa è reale, ma la risposta è ideologica e fondata sui divieti. Il rischio è ridurre ulteriormente l’offerta di immobili, scoraggiare gli investimenti e rendere le case ancora meno accessibili”, proseguono gli eurodeputati.
Da qui l’appello diretto ai vertici dell’esecutivo comunitario.
“Chiediamo quindi alla vicepresidente Ribera e al Commissario Jørgensen di cambiare approccio e di aprire un confronto vero con il Parlamento europeo, anche alla luce delle raccomandazioni della Commissione speciale che affermano il contrario di quanto previsto dal Regolamento”, aggiungono i rappresentanti parlamentari.
Il modello italiano e la tutela della proprietà
A fronte delle misure proposte dall’Unione Europea, gli europarlamentari indicano una diversa strategia per affrontare le difficoltà del settore immobiliare.
“La strada è il Piano Casa di Giorgia Meloni, con l’obiettivo di aumentare l’offerta, favorire gli investimenti e garantire sicurezza, non imporre una ricetta unica dall’alto”, sostengono Fidanza, Sberna e Nesci.
La posizione del gruppo punta a coniugare gli interventi sul sociale con la salvaguardia del patrimonio individuale.
“Affrontare l’emergenza abitativa è possibile tutelando allo stesso tempo la proprietà privata e le specificità dei territori”, concludono i rappresentanti italiani.