SNODO

La quadra sulla Legge elettorale: niente ballottaggio e premio di maggioranza al 42%

Qualora nessuna forza o alleanza raggiunga tale percentuale, la ripartizione avverrà in modo strettamente proporzionale

La quadra sulla Legge elettorale: niente ballottaggio e premio di maggioranza al 42%

Nel corso del vertice di maggioranza svoltosi a Roma nella giornata di mercoledì 9 settembre 2026, i rappresentanti della coalizione di governo hanno definito l’intesa sui punti cardine della nuova norma elettorale. L’accordo esclude in via definitiva l’ipotesi del ballottaggio tra le prime due forze politiche o coalizioni, confermando l’assegnazione del premio di maggioranza al raggiungimento della soglia del 42 per cento dei consensi su scala nazionale.

I dettagli del meccanismo di attribuzione dei seggi

La bozza del testo fissa la quota minima al 42 per cento per sbloccare l’attribuzione automatica della maggioranza dei seggi nelle due Camere del Parlamento. Qualora nessuna forza o alleanza raggiunga tale percentuale, la ripartizione avverrà in modo strettamente proporzionale tra le liste che superano le barriere di sbarramento stabilite dalla normativa. La rinuncia all’introduzione del secondo turno risponde alla volontà espresso da diverse componenti del centrodestra di evitare la formazione di intese elettorali post-elettorali improprie tra schieramenti opposti.

Il dibattito interno su preferenze e sbarramenti

Resta aperto il confronto tra i vertici di partito sui dettagli applicativi relativi alle modalità di scelta dei parlamentari. Il segretario di Forza Italia, l’ottantunenne Antonio Tajani, ha ribadito la posizione del proprio gruppo confermando che “il premio resta fissato al 42 per cento senza modifiche al rialzo”, proponendo al contempo l’inserimento delle preferenze sulla scheda. Di contro, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il leader della Lega, il cinquantatreenne Matteo Salvini, mantengono la linea dei listini bloccati corti per garantire stabilità agli eletti. Tra gli argomenti in discussione figura inoltre la clausola di salvaguardia per le sigle minori con sbarramento fissato al 3 per cento.

Le reazioni e i prossimi passaggi parlamentari

L’intesa raggiunta nell’incontro di via della Scrofa accelera l’iter di presentazione del provvedimento nelle commissioni competenti di Palazzo Madama e Montecitorio. Le opposizioni hanno espresso parere contrario alla bozza di riforma, definendo il premio di maggioranza senza doppio turno una potenziale forzatura costituzionale. L’obiettivo della maggioranza risiede nel calendarizzare l’aula per il primo voto utile entro la fine del mese in corso, al fine di completare l’esame prima della sessione dedicata alla legge di bilancio.