REFORMA ELETTORALE

Meritocrazia Italia chiede l’introduzione delle preferenze per ogni candidato e la fine delle liste bloccate dopo la svolta del Senato

L'obiettivo indicato dal presidente Walter Mauriello è contrastare l'astensionismo e garantire che il potere appartenga al popolo

Meritocrazia Italia chiede l’introduzione delle preferenze per ogni candidato e la fine delle liste bloccate dopo la svolta del Senato

Ieri la maggioranza di governo ha approvato al Senato della Repubblica un emendamento unitario alla riforma della legge elettorale, introducendo il voto di preferenza ma mantenendo la blindatura per i capilista, che restano cooptati direttamente dai vertici delle forze politiche. L’intervento normativo, giunto nel corso dei lavori parlamentari guidati dalla maggioranza, prevede la possibilità per la cittadinanza di esprimere fino a tre preferenze sugli altri candidati presenti in lista, nel rispetto dell’alternanza di genere, principio che tuttavia non trova applicazione per l’indicazione dei vertici di listino. L’Assemblea di Palazzo Madama ha contestualmente bocciato il sub-emendamento presentato dai gruppi di opposizione, finalizzato a consentire una scelta integrale di ogni componente parlamentare tramite preferenza diretta.

La reintroduzione parziale delle preferenze

Il provvedimento approvato rappresenta, secondo quanto rilevato dal movimento politico Meritocrazia Italia, una soluzione di compromesso che reintroduce soltanto in maniera tecnica il meccanismo delle preferenze, tutelando la conservazione dei seggi destinati all’establishment di partito. Il sistema delineato garantisce la posizione del candidato capolista, il cui posizionamento non potrà essere scalfito dai voti espressi dall’elettorato attivo. In questo modo, l’assetto normativo non riconsegna una piena facoltà di scelta della rappresentanza parlamentare, lasciando una rilevante quota di seggi all’esclusiva decisione dei dirigenti politici.

I nodi politici sulla rappresentatività

Il dibattito istituzionale si sposta dunque sull’effettivo margine di manovra concesso alla popolazione, in un quadro in cui il primo nome in lista risulta predeterminato, una parte dei seggi viene distribuita con meccanismi legati al premio di maggioranza e la competizione sulle preferenze viene circoscritta a una sola porzione di candidati. Il presidente nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello, ha espresso la posizione della struttura associativa in merito agli sviluppi legislativi: “Come Meritocrazia da anni sottolineiamo come sia necessario restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri eletti, non quale rivendicazione di parte, ma come dovere verso la Costituzione e verso le future generazioni”.

La posizione del Presidente Walter Mauriello

Pur prendendo atto della modifica votata dall’aula, il movimento evidenzia i limiti della nuova disciplina per il completo ripristino del rapporto di fiducia tra istituzioni ed elettori. “Oggi registriamo un passo in avanti che riconsegna agli elettori una possibilità di scelta, se pur non totale. Ma ciò non basta”, ha dichiarato il presidente Walter Mauriello, aggiungendo che “è tempo di ricostruire un sistema elettorale che non abbia paura del giudizio degli elettori, ma che da quel giudizio tragga la propria legittimazione, rinunciando all’ostinata salvaguardia delle sacche di potere”. Secondo il vertice dell’organizzazione, appare indispensabile stimolare la partecipazione democratica permettendo la scelta del partito e l’espressione dei voti di preferenza per ciascun candidato, eliminando impegni o blocchi calati dall’alto.

La proposta del Meritocraticum

Per superare l’attuale impostazione, la presidenza di Meritocrazia Italia ha rivolto un appello alle forze parlamentari affinché venga adottato il modello di riforma denominato “Meritocraticum”, elaborato e consegnato ai partiti in occasione del Congresso Nazionale svoltosi a Roma nell’ottobre 2025. La proposta punta a strutturare un sistema integralmente proporzionale con voto di preferenza plurimo e senza alcuna blindatura di listino. L’obiettivo indicato dal presidente Walter Mauriello è contrastare l’astensionismo e garantire che il potere appartenga al popolo, come stabilito dalla carta costituzionale: “La soluzione c’è ed è portata di mano. Serve uno sforzo collettivo che faccia vincere il Paese anche sacrificando gli scranni dell’establishment di partito”.