Diplomazia globale

Vertice BRICS, appello alla moderazione sui conflitti

Leader di undici Paesi discutono guerre, commercio e riforma degli organismi internazionali

Vertice BRICS, appello alla moderazione sui conflitti

La dichiarazione finale del 18esimo vertice BRICS, riunito a Nuova Delhi, invita le parti coinvolte nella crisi in Medio Oriente a mantenere la “massima moderazione” e a evitare iniziative capaci di aggravare ulteriormente la situazione. Il documento, approvato durante la prima giornata dei lavori, non indica singoli Paesi e richiama la necessità di contrastare le guerre unilaterali.

“Esprimiamo la nostra viva preoccupazione per la continua escalation delle tensioni in Medio Oriente”, si legge nel testo, che sollecita le parti a evitare azioni destabilizzanti. La ricerca di una posizione comune ha rappresentato uno dei passaggi più delicati del summit, anche per le diverse posizioni dei membri sulla crisi regionale e sui rapporti con gli Stati Uniti.

Le posizioni dei leader

Il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto ai Paesi BRICS di respingere ogni forma di protezionismo e di sostenere il sistema commerciale multilaterale basato sull’Organizzazione mondiale del commercio. Nel suo intervento ha inoltre invitato il gruppo a opporsi alle violazioni della sovranità nazionale e alle ingerenze negli affari interni degli Stati, partecipando alla soluzione delle crisi internazionali.

Xi ha sostenuto che la guerra in Medio Oriente ha provocato gravi perdite alle popolazioni coinvolte e non risponde agli interessi comuni della comunità internazionale. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha invece affermato che la regione non ha bisogno di un “poliziotto” o di un gendarme esterno, con un riferimento agli Stati Uniti. A margine dell’incontro, Pezeshkian ha ribadito che l’Iran non intende cedere alle pressioni americane e israeliane.

Il primo ministro indiano Narendra Modi, padrone di casa del vertice, ha proposto di trasformare la struttura della governance mondiale, definita una “piramide dei privilegi”, attraverso una tabella di marcia articolata in dieci riforme da elaborare entro il prossimo summit. Modi ha inoltre incontrato Pezeshkian e il presidente russo Vladimir Putin, sostenendo che soltanto dialogo e diplomazia possono contribuire alla soluzione dei conflitti.

Commercio, energia e nuovi equilibri

Il vertice affronta anche le conseguenze delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente sul commercio e sull’energia, oltre alla sicurezza alimentare, alla tecnologia e alle catene di approvvigionamento. Tra le priorità del gruppo figurano un maggiore ricorso alle valute nazionali negli scambi e la riduzione della dipendenza dal dollaro e dalle istituzioni finanziarie dominate dall’Occidente.

Alla vigilia dell’incontro dei leader, il Business Forum 2026 ha riunito funzionari, imprese e istituzioni finanziarie per discutere di cooperazione digitale, logistica, investimenti e formazione. I partecipanti hanno sottolineato il ruolo delle piattaforme tecnologiche nel collegare aziende e mercati, riconoscendo però anche le difficoltà legate al divario digitale.

Il BRICS è nato nel 2006 con Brasile, Russia, India e Cina; nel 2010 è entrato il Sudafrica, dando origine all’attuale denominazione. Dal 2024 il gruppo comprende anche Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, mentre l’Indonesia è membro dal 2025. Nello stesso anno Bielorussia, Bolivia, Kazakistan, Cuba, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda, Uzbekistan e Vietnam sono entrati come Paesi partner.

La presenza a Nuova Delhi dei principali leader del blocco conferma il tentativo di rafforzare un sistema di relazioni multilaterali alternativo agli equilibri dominati dalle potenze occidentali. La dichiarazione comune sulla moderazione in Medio Oriente rappresenta il risultato del compromesso raggiunto tra governi con interessi divergenti, mentre restano aperte le divisioni sulle crisi regionali e sul ruolo degli Stati Uniti.