Cronaca giudiziaria

Stasi: “Giustizia per Chiara, attesa sulla revisione”

Bocellari descrive il percorso tecnico: elementi favorevoli all’ex condannato, senza anticipare l’esito delle verifiche

Stasi: “Giustizia per Chiara, attesa sulla revisione”

Alberto Stasi, 43 anni, torna a parlare del possibile processo di revisione legato alla condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Raggiunto dai microfoni di Mattino 5, il programma trasmesso su Canale 5, ha scelto parole caute, spiegando di non voler rilasciare dichiarazioni per rispetto dell’autorità giudiziaria.

«Spero che sia arrivato il momento di avere giustizia per Chiara, per me», ha detto Stasi nella breve dichiarazione mandata in onda il 14 settembre 2026. L’uomo è l’unico condannato in via definitiva per il delitto avvenuto a Garlasco, nel quale perse la vita Poggi, all’epoca sua fidanzata.

L’ipotesi della revisione

Il tema è tornato al centro dell’attenzione negli ultimi giorni, dopo l’iscrizione di Andrea Sempio nel registro degli indagati nell’ambito di un nuovo filone d’indagine sull’omicidio. In questo contesto si è iniziato a parlare con maggiore insistenza della possibilità di una revisione del processo a carico di Stasi.

In studio è intervenuta anche Giada Bocellari, l’avvocata che assiste Stasi da anni. La legale ha descritto il suo assistito come una persona che guarda al futuro con fiducia, ma anche con timore, dopo un periodo segnato da una lunga sofferenza. Secondo Bocellari, una speranza esiste, ma saranno i procedimenti giudiziari a contare, al di là del dibattito mediatico.

Il perimetro dell’istanza

Bocellari ha inoltre precisato che il fulcro della richiesta di revisione è la posizione di Alberto Stasi, non quella di Andrea Sempio. Il nuovo indagato, ha spiegato, non viene menzionato nell’istanza perché avrebbe diritto a essere eventualmente processato in una sede nella quale sia garantito il contraddittorio.

Dal punto di vista tecnico, ha aggiunto la difesa, le indagini condotte a Pavia potrebbero assumere rilievo per la revisione nella misura in cui facessero emergere elementi potenzialmente favorevoli a Stasi. Tali elementi, secondo la legale, potrebbero essere valutati indipendentemente dal fatto che risultino eventualmente a carico del nuovo indagato.

La vicenda resta quindi legata a due piani distinti: da una parte l’inchiesta che riguarda Sempio, dall’altra la richiesta della difesa di Stasi, che punta a verificare l’eventuale presenza di nuovi elementi a discarico. Al momento, dalle dichiarazioni riportate, non emergono decisioni definitive sull’avvio del processo di revisione.