È indagato il conducente del taxi acqueo coinvolto nello scontro avvenuto all’alba di sabato scorso a Venezia. Nell’impatto è rimasto coinvolto il cofano sul quale viaggiavano Sean Micheli e la moglie Gabriella Querino. L’uomo è morto successivamente in ospedale, mentre della donna non sono state ancora trovate tracce.
Il tassista ha ricostruito quei momenti sostenendo di non avere visto né la donna né il barchino della coppia prima della collisione. Secondo il suo racconto, si sarebbe accorto dell’accaduto soltanto dopo avere sentito il colpo. A quel punto si sarebbe fermato immediatamente per capire cosa fosse successo.
Il racconto dell’autista
Il conducente ha riferito di avere visto l’imbarcazione che stava affondando e il giovane ferito. Ha quindi chiamato subito il 118, chiedendo indicazioni su come intervenire. Nella sua versione, però, non avrebbe visto Gabriella Querino: avrebbe riconosciuto la sagoma del 25enne, ma non quella della donna.
La dinamica dell’incidente resta al centro degli accertamenti. Il tassista sostiene che il natante della coppia gli avrebbe tagliato improvvisamente la rotta, rendendo impossibile evitare l’impatto. Si tratta della ricostruzione fornita dall’autista, ora indagato, e dovrà essere verificata attraverso gli elementi raccolti dagli investigatori.
Le ricerche della donna
Il fatto è avvenuto intorno alle cinque del mattino, quando le acque del canale erano buie. Proprio sulla base del racconto dell’autista, resta da chiarire dove si trovasse Gabriella al momento della collisione. Se era a bordo con il marito, potrebbe essere stata sbalzata lontano dall’imbarcazione subito dopo l’urto, finendo in acqua.
Le ricerche della donna dispersa proseguono mentre gli accertamenti dovranno stabilire con maggiore precisione la posizione delle due imbarcazioni, la sequenza dello scontro e le responsabilità dell’incidente. La testimonianza del tassista costituisce uno degli elementi finora emersi sulla vicenda, ma non chiarisce ancora che cosa sia accaduto a Gabriella dopo l’impatto.