Istruzione graduale

famiglia nel bosco tre figli della coppia iniziano la scuola a Vasto

Previsti incontri accompagnati con mamma e papà, mentre resta aperto il reclamo contro il provvedimento minorile

famiglia nel bosco tre figli della coppia iniziano la scuola a Vasto

Per i tre figli di Catherine Birminghan e Nathan Trevallion domani sarà il primo giorno di scuola. I bambini, che finora hanno seguito un percorso di istruzione parentale, dovrebbero essere inseriti in un istituto pubblico di Vasto, dove si trovano dallo scorso 20 novembre. I due gemelli frequenteranno la seconda classe della primaria, mentre la sorella maggiore sarà iscritta alla quarta.

La frequenza dovrebbe svolgersi secondo un orario ordinario, senza un rientro pomeridiano prolungato. L’avvio della scuola è collegato anche alla necessità di favorire e organizzare gli incontri con i genitori, nell’ambito del percorso stabilito dai giudici minorili dopo l’allontanamento dei minori dal nucleo familiare.

Inserimento seguito dai servizi

Il passaggio alla nuova esperienza scolastica dovrebbe avvenire gradualmente, con il controllo dei servizi di Neuropsichiatria infantile di Vasto-Lanciano-Chieti. Gli stessi specialisti, in una relazione redatta a luglio, avevano sottolineato l’urgenza clinica di ricomporre il nucleo familiare, ritenendo necessario scongiurare ulteriori conseguenze negative per i bambini.

Secondo quanto riferito dal loro difensore, l’avvocato Simone Pillon, nelle prossime ore potrebbe essere previsto anche un ritorno temporaneo nella casa di Palmoli. I minori dovrebbero trascorrere alcune ore nell’abitazione concessa gratuitamente dal Comune, in attesa della ristrutturazione del casolare di campagna. La scarsa salubrità di quest’ultimo era tra gli elementi alla base del primo provvedimento del Tribunale. Il rientro consentirebbe inoltre ai bambini di rivedere i loro animali e di entrare per la prima volta nella nuova casa.

Il reclamo della difesa

Nella fase iniziale, in base a quanto stabilito dal Tribunale, i tre fratelli potrebbero incontrare mamma e papà per alcune ore, per poi tornare nella struttura che li ospita. Durante la settimana è prevista la presenza di un’educatrice, mentre nel fine settimana è stata ipotizzata la permanenza con i genitori dal venerdì alla domenica.

Sul provvedimento dei giudici minorili pende intanto il reclamo presentato dalla difesa alla Corte d’Appello. L’atto, depositato il 10 settembre, contesta diversi aspetti della decisione e solleva interrogativi sulle conseguenze che la permanenza lontano dalla famiglia potrebbe avere sulla salute dei bambini.

La difesa sostiene inoltre che siano state limitate le prerogative dei genitori nelle scelte educative. Tra le richieste figura il ritorno dei minori nella loro abitazione e la possibilità di proseguire con l’istruzione parentale. Per sostenere questo percorso è stata proposta la definizione di un progetto educativo con due insegnanti messi a disposizione dal Comune.