L’immigrazione rappresenta un potenziale fattore di pressione geopolitica secondo la delegazione italiana. “È ovvio che l’immigrazione possa essere utilizzata come strumento di destabilizzazione, ma non è certo Ceuta ad avercelo insegnato: lo denunciamo da anni, mentre venivamo accusati di alimentare la paura. Un attacco alla nostra frontiera è un attacco all’Europa e la risposta deve essere unita, forte e coesa. Attenzione, però, a ridurre quanto accaduto soltanto a una possibile operazione di influenza esterna. Perché così si finirebbe per assolvere il Governo Sánchez da responsabilità che, invece, sono enormi”. Lo dichiara Alessandro Ciriani (FdI-ECR), eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr (nell’immagine di copertina) e vicecoordinatore del Gruppo Ecr nella commissione Libe, intervenendo a Strasburgo martedì 15 settembre 2026 nella sessione Plenaria del Parlamento europeo dedicata al dibattito intitolato “I recenti attacchi ibridi e la strumentalizzazione dei migranti a Ceuta e la necessità di una risposta coordinata per proteggere le frontiere esterne dell’UE”.
Le critiche alla gestione spagnola e le richieste all’Europa
Il parlamentare europeo si è poi soffermato sulle dinamiche che hanno determinato le difficoltà nell’enclave spagnola in Nord Africa.
“Le regolarizzazioni di massa hanno alimentato un evidente effetto richiamo. Gli allarmi sono stati sottovalutati e la crisi è stata gestita in modo maldestro e minimizzata, dichiarato l’emergenza soltanto quando non era più possibile negarla. Oggi la sinistra scopre improvvisamente che l’immigrazione non è sempre una risorsa. Dovevamo aspettare Ceuta perché vi svegliaste dal vostro torpore?”, ha aggiunto Ciriani (FdI-ECR) contestando l’operato dell’esecutivo guidato dal premier Sánchez.
In conclusione del suo intervento a Strasburgo, il rappresentante politico ha ribadito la necessità di un cambio di passo immediato nelle politiche dell’Unione.
“Senza regole, senza la capacità di decidere chi può entrare e chi invece non ne ha diritto, senza frontiere protette e soprattutto senza strumenti che rendano i rimpatri effettivi e rapidi, crisi come quella di Ceuta continueranno a ripetersi e l’Europa continuerà a subirle. Con buona pace di chi, in quest’Aula, ha indicato il modello Sánchez come esempio da seguire: oggi quel modello crolla, pezzo dopo pezzo, sotto le picconate della realtà”, ha concluso Alessandro Ciriani (FdI-ECR).