“L’ho fatto per divertimento”.
Ha confessato il cecchino che sparava alle donne a Roma.
I fatti in strada e il ricovero ospedaliero
L’episodio principale è avvenuto lunedì 14 settembre 2026 lungo via della Giuliana a Roma, nei pressi del Vaticano. La giornalista e scrittrice quarantanovenne Cristina Stillitano stava camminando lungo il marciapiede quando è stata centrata al braccio destro da un proiettile di metallo.
“La maglietta era forata e nella carne si vedeva un foro netto di circa 5 millimetri”, ha spiegato.
Trasportata inizialmente al pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito, è stata poi trasferita e sottoposta a un intervento chirurgico presso il Cto per la rimozione del piombino rimasto conficcato nel tricipite. La presenza del proiettile nel braccio ha confermato che l’impatto era stato generato da un’arma da tiro.
Il responsabile, un “cecchino” che con una carabina ad aria compressa effettuava tiri a distanza dall’alto delle finestre e rivolti in prevalenza verso figure femminili e turiste di passaggio. Il tutto per puro divertimento.
Dai racconti dei commercianti della zona e dalle denunce presentate, sono emersi almeno altri sei casi analoghi nei giorni precedenti. Tra questi figura la testimonianza di un’altra passante raggiunta al polpaccio venerdì 11 settembre nella medesima via.
Le indagini sui registri delle armerie
I carabinieri della Compagnia San Pietro e della Stazione Prati hanno avviato gli accertamenti coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini. I militari hanno svolto rilievi sulla traiettoria del proiettile per individuare l’appartamento da cui erano stati esplosi i colpi.
La svolta investigativa è arrivata attraverso i controlli incrociati condotti sugli elenchi delle vendite nelle armerie della zona.
Dalle verifiche è emerso che un residente del quartiere aveva acquistato una carabina ad aria compressa nei primi giorni di settembre. I riscontri sulle banche dati hanno così ristretto il cerchio attorno all’abitazione dell’acquirente.
La confessione del presunto responsabile
L’epilogo della vicenda si è verificato con la presentazione spontanea del sospettato, un cinquantenne disoccupato residente in via della Giuliana, che si è recato nella caserma dell’Arma accompagnato dal proprio avvocato, ammettendo durante l’interrogatorio di aver sparato.
I carabinieri hanno perquisito l’abitazione del cinquantenne sequestrando la carabina impiegata. L’inquirente ha formalizzato la denuncia a piede libero per l’ipotesi di reato di lesioni personali.