La Manovra economica è in preparazione e nella prossima Legge di Bilancio la questione della detassazione delle tredicesime assume una centralità strategica insieme all’estensione dell’aliquota Irpef del 33% fino a 60.000 euro.
Detassazione delle tredicesime nella Manovra 2027
Entrambe le misure sono promesse da tempo ma finora non hanno trovato attuazione per mancanza di coperture finanziarie. Per comprendere i margini effettivi della prossima legge di Bilancio occorre attendere martedì 22 settembre 2026, data in cui l’Istat pubblicherà le revisioni ufficiali sui conti nazionali riguardanti Pil, deficit e debito dell’anno 2025.
Forza Italia è tornata a proporre la detassazione delle tredicesime. Il vicepremier Antonio Tajani ha ipotizzato uno sgravio in busta paga fino al 100%. L’ipotesi minima valutata dal responsabile economico di FdI Marco Osnato potrebbe comportare un costo di mezzo miliardo di euro, pari a un taglio del 15% delle imposte per chi possiede redditi fino a 15mila euro. L’esecutivo sta cercando di ampliare la platea dei beneficiari e rafforzare lo sconto, ipotizzando una fase sperimentale per valutare i risultati finali.
Riduzione dell’Irpef
Parallelamente alla revisione delle gratifiche di fine anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha indicato la riduzione dell’Irpef per la fascia media di reddito tra i progetti prioritari. L’obiettivo consiste nell’estendere l’aliquota del 33%, ora applicata al secondo scaglione, dai redditi fino a 50 mila euro a quelli fino a 60 mila euro. Tale intervento garantirebbe uno sconto compreso tra 100 e 900 euro a circa un milione di contribuenti compresi nel range, oltre a mille euro di riduzione per 2,3 milioni di cittadini con redditi superiori ai 60 mila euro. Il costo totale raggiungerebbe circa 3 miliardi di euro, cifra che diminuirebbe stabilendo una soglia di annullamento del beneficio.
Salvini prevede uno scostamento di Bilancio
Sui finanziamenti complessivi della manovra a Roma il vicepremier Matteo Salvini ha sollecitato un intervento straordinario:
“Secondo me andrà messo sul tavolo anche uno scostamento di Bilancio. Intendo proporlo nei prossimi giorni. Non occorre l’ok di Bruxelles, è una scelta nazionale”.
Il responsabile del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha espresso forte preoccupazione per il rincaro dei materiali da costruzione:
“Servono almeno 20 miliardi. Io stesso, per il ministero avrei bisogno di almeno 6 o 7 miliardi solo per compensare l’aumento dei prezzi sugli appalti che ho assegnato. A settembre rischio il fermo di diversi grandi cantieri”.
La Lega torna sulla pensione anticipata
Sul fronte previdenziale la Lega propone nuove forme di pensione anticipata.
Il sottosegretario di Stato al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Claudio Durigon ha dichiarato l’intenzione di inserire una norma per la flessibilità in uscita:
“Stiamo studiando la possibilità di inserire nella manovra una flessibilità in uscita che consenta, nella piena libertà di scelta dei lavoratori, di andare in pensione a 64 anni“.
L’esponente di governo ha spiegato che la misura eviterebbe il blocco dell’aumento dei requisiti previsto per il 1° gennaio 2027 legate all’aspettativa di vita, precisando che chi sceglierà l’uscita anticipata a 64 anni “dovrebbe accettare di sottoporsi a questo sistema di calcolo” contributivo.
Si parla ancora di Flat tax
L’esecutivo valuta anche l’innalzamento del tetto per la tassa piatta destinata ai lavoratori autonomi, elevando il limite dai correnti 85 mila euro fino a 100 mila euro con aliquota al 15%.
La segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola ha espresso ferma contrarietà alla proposta, definendola “iniqua e uno schiaffo al principio di equità e di coesione. E un’offesa verso lavoratori e pensionati che pagano più del doppio delle tasse guadagnando meno della metà”.
Nel frattempo il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti propone una flat tax del 5% sugli aumenti di stipendio in busta paga riservata ai giovani dipendenti per ridurre la pressione fiscale, ricordando la necessità della collaborazione dei datori di lavoro.
Iscrizione degli ecobonus e scadenze dell’iter parlamentare
I tecnici governativi lavorano agli aggiornamenti degli ecobonus per l’efficientamento energetico delle abitazioni.
L’ipotesi prevede il ritorno delle detrazioni al 65% rispetto all’attuale 50% per la prima casa, mantenendo al 36% le aliquote per le seconde proprietà. L’intervento sfrutterebbe la flessibilità di bilancio di 14 miliardi di euro concessa dall’Unione Europea per la transizione energetica, reintroducendo agevolazioni maggiori per acquisto di infissi, pompe di calore, cappotti e per il bonus mobili abbinato ai grandi elettrodomestici.
Le scadenze istituzionali impongono ritmi serrati per l’approvazione finale del provvedimento economico.
Tra la fine del mese di settembre e i primi giorni di ottobre il governo trasmetterà a Bruxelles il Documento programmatico di finanza pubblica entro il termine del 15 ottobre. Il disegno di legge di Bilancio dovrà pervenire alle Camere del Parlamento entro il 20 ottobre per consentire l’avvio della discussione, mentre la Commissione europea formulerà il proprio parere entro il 30 novembre. L’intero testo dovrà essere approvato in via definitiva dalle aule parlamentari entro giovedì 31 dicembre 2026.