Aggiornamento estero

Medio Oriente, nuovi fronti e tensioni tra guerre e diplomazia

Raid, vittime, allarmi, trattative segnano le ultime ore nell’area mediorientale

Medio Oriente, nuovi fronti e tensioni tra guerre e diplomazia

Il quadro mediorientale resta segnato da scontri, allarmi e iniziative diplomatiche. Nelle ultime ore si sono susseguite notizie dal Golfo, dallo Yemen, da Gaza e dal Pakistan, mentre continuano le tensioni tra Iran, Israele, Stati Uniti e Arabia Saudita. Sul fronte della navigazione commerciale, la fregata italiana Carlo Bergamini ha accompagnato il mercantile Jolly Oro nello Stretto di Bab el-Mandeb.

La nave della Marina militare, impegnata nell’operazione europea Aspides, ha scortato il cargo della compagnia Ignazio Messina & C. durante il transito in direzione nord. Secondo la Marina, l’attività rientra nei compiti assegnati alle forze navali dell’operazione e rappresenta un segnale dell’importanza di garantire la sicurezza della navigazione commerciale in una delle aree più esposte alle tensioni regionali.

Raid e vittime nella regione

In Yemen, gli Houthi hanno denunciato 26 attacchi aerei sauditi sulla provincia di Taiz nelle ultime 24 ore e circa 300 raid in una settimana su nove province del Paese. Il portavoce militare Yahya Sarea ha attribuito le operazioni a caccia F-15 e Typhoon decollati da basi saudite. Riad non ha diffuso nell’immediato commenti sulle accuse. I combattimenti sono proseguiti anche nelle aree di Lahj e Marib, mentre gli Houthi hanno rivendicato recenti avanzate lungo la costa sud-occidentale yemenita.

Un attentato ha colpito un quartier generale della polizia nel nord-ovest del Pakistan. Un attentatore suicida avrebbe lanciato un’auto imbottita di esplosivo contro l’ingresso del complesso, seguito da una sparatoria e da una seconda esplosione. Il bilancio riferito dalle autorità è di almeno 31 morti e oltre 100 feriti, tra cui 16 agenti. Gli scontri sono continuati anche dopo l’attacco, avvenuto mentre in una moschea vicina era in corso la preghiera del venerdì.

Nella Striscia di Gaza, fonti ospedaliere locali citate da Al Jazeera hanno riferito dell’uccisione di tre palestinesi in attacchi israeliani. In Cisgiordania, le truppe israeliane hanno condotto un raid nel villaggio di al-Mughayyir, dove nei giorni precedenti erano stati segnalati colpi d’arma da fuoco contro un automobilista israeliano. L’esercito aveva istituito posti di blocco intorno all’abitato.

Diplomazia e scontro sulle informazioni

A Ryad un allarme per una minaccia aerea ostile è stato diramato poco prima delle 3 del mattino, dopo due forti esplosioni udite nella capitale. L’allerta è stata revocata circa mezz’ora più tardi dall’Agenzia saudita per la protezione civile. Non sono stati forniti elementi pubblici sull’origine delle esplosioni.

Il presidente statunitense Donald Trump ha confermato l’esistenza di contatti diretti con gli Houthi per valutare un possibile accordo. Il consigliere per gli affari arabi e mediorientali Massad Boulos ha inoltre riferito che Trump punta a porre fine al conflitto con l’Iran, mantenendo come priorità il contrasto al programma nucleare militare di Teheran e l’avvio di negoziati.

Resta aperto anche il confronto sulle perdite statunitensi. Il Washington Post, citando sei funzionari a conoscenza dei dati interni del Pentagono, ha sostenuto che i militari americani morti in Medio Oriente dall’inizio delle ostilità sarebbero almeno 22 o 23, contro i 18 indicati nel database pubblico. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha respinto l’inchiesta definendola falsa. Il Pentagono non ha risposto alle domande sulla differenza tra i dati.

Sul piano finanziario, la Turchia ha revocato la licenza alla banca iraniana Mellat con una decisione pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale. Le autorità non hanno indicato il motivo del provvedimento, arrivato due settimane dopo le sanzioni statunitensi contro un istituto turco accusato di presunti legami con il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniana. Intanto, indagini citate nel testo segnalano l’uso di sistemi di intelligenza artificiale per creare reti di profili falsi e influenzare il dibattito online, alimentando le preoccupazioni sulla disinformazione.