“Come fare ad aiutare le famiglie che assistono i non autosufficienti a casa? In primis dobbiamo conoscere quali sono i bisogni delle famiglie, che sono spesso inespressi. Emergono il bisogno di sorveglianza continua e di gestione dei disturbi del comportamento delle persone con demenze. Poi l’accudimento nelle attività della vita quotidiana (mangiare, vestirsi, lavarsi, spostarsi, prendere le medicine, gestire il denaro sono alcuni), La gestione sanitaria del familiare è assicurata dalle ULSS con le COT. Altro problema è quello dei costi della non autosufficienza: l’assistente familiare, la retta alberghiera della RSA, il minor reddito di chi decide di stare a casa. Aggiungo il possibile dramma di trovarsi a diventare genitore del proprio genitore e il necessario aiuto psicologico, le difficoltà nelle famiglie di organizzare l’agenda della rete familiare, la necessità di abbattere le barriere architettoniche… È una lunga lista, ma per aiutare a gestire la non autosufficienza a casa dobbiamo essere consapevoli che questi sono i bisogni. Le famiglie non possono più essere lasciate sole nell’affrontarli.
Lo ha dichiarato Paola Roma (Assessora Regione Veneto – Lega) , intervenendo nella trasmissione Aria Pulita, programma condotto da Simona Arrigoni sul circuito nazionale Netweek che continua poi sul poteziamento dell’assistenza domiciliare:
“Dobbiamo intervenire con una pluralità di strumenti, non solo con i contributi economici. La legge sui caregiver, che sta concludendo l’iter in consiglio regionale, consentirà a chi si prende cura dei propri cari di poter contare su forme concrete di aiuto psicologico, formativo, lavorativo e per lo studio. Nel paniere dei servizi per la domiciliarità inseriremo prestazioni erogate dagli ATS, dalle IPAB e dai Centri di Servizio residenziali, che già stanno sperimentando nei territori forme di assistenza di prossimità al di fuori delle mura delle RSA. Lo stesso cardinale Pietro Parolin in queste ore ci sta esortando ad agire costruendo alleanze: la prima potrà essere tra residenzialità e domiciliarità, che non devono essere contrapposte, ma complementari. All’orizzonte ci sono nuove tipologie di servizi: residenze socio-assistenziali non sanitarie per il sollievo e la progettazione di soluzioni di senior housing per gli anziani di domani, in previsione dell’invecchiamento della popolazione”