In occasione della cerimonia inaugurale dell’anno scolastico svoltasi ad Amatrice (devastata dal terremoto nella notte del 24 agosto 2016), ieri, lunedì 21 settembre 2026, il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha richiamato l’attenzione sulle funzioni di integrazione della comunità scolastica.

Il Presidente della Repubblica ha evidenziato come le aule debbano rimanere spazi aperti alla coesione sociale, respingendo ogni ipotesi di separazione tra studenti. L’intervento s’inserisce nel dibattito sull’integrazione degli studenti di origine straniera, aperto dalla premier Giorgia Meloni nel weekend durante un incontro dei giovani di Fratelli d’Italia, nel quale ha annunciato un decreto in Cdm (dovrebbe arrivare sul tavolo già giovedì) sul tetto massimo del 30% di bambini in classe.

L’intervento della Conferenza Episcopale e il principio dell’inclusione
Alle valutazioni presidenziali si sono affiancate le posizioni espresse dai vertici dell’episcopato italiano. Il Presidente della CEI Cardinal Matteo Zuppi ha ribadito l’esigenza di garantire accessibilità universale agli istituti di istruzione. Secondo il prelato, l’insegnamento rappresenta uno strumento fondamentale di giustizia e pace, entro cui nessun alunno deve sentirsi escluso dalle dinamiche educative.
I dettagli tecnici forniti dal Ministero dell’Istruzione
Dalla sede del Dicastero dell’Istruzione e del Merito, il ministro Giuseppe Valditara ha specificato i contorni operativi della misura governativa. La soglia del 30% di studenti stranieri per classe troverà applicazione esclusivamente nei confronti degli iscritti privi di adeguata padronanza della lingua italiana. Il provvedimento interessa secondo il politico un perimetro contenuto, stimato in meno di mille classi, concentrate prevalentemente nell’ambito della scuola primaria.
L’agenda del Governo e il confronto con le opposizioni
L’iter legislativo prevede l’approvazione del decreto durante la riunione del Consiglio dei Ministri fissata per giovedì. I dettagli sulle iniziative dell’esecutivo guidato dalla Premier Giorgia Meloni sono consultabili sul portale ufficiale del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Le reazioni politiche si sono concentrate sulle implicazioni ideologiche e gestionali del testo in preparazione.
La Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e gli altri rappresentanti delle forze di minoranza sostengono che l’esecutivo stia inseguendo le posizioni dell’eurodeputato Roberto Vannacci. Secondo i gruppi di opposizione, la fissazione di quote rigide rischia di creare ostacoli organizzativi, laddove servirebbero invece risorse per la mediazione linguistica ed interculturale.
Il discorso di Mattarella
A dieci anni dalle scosse del 2016, Sergio Mattarella ha rimarcato la rilevanza simbolica dei territori feriti dal sisma:
“Ricominciare da questa bella scuola ricostruita, da Amatrice, da Arquata del Tronto, da Norcia, da tutti i luoghi colpiti dal terremoto di dieci anni fa, dalle ferite profonde sofferte da queste comunità esprime il senso di quanto sia importante questo nostro ripartire”.
Nel suo passaggio sulle sfide dell’era contemporanea, il Capo dello Stato ha esortato gli studenti ad arginare i pericoli dell’omologazione algoritmica, affermando che “compito della scuola è formare ragazze e ragazzi che abbiano voglia di adoperare le potenzialità dei loro cellulari per pensare in proprio, liberamente, e non per consegnarsi a qualcuno che pensi al loro posto“.
L’alta guida delle Istituzioni ha affrontato il tema della coesione sociale e del contrasto ad ogni forma di sopraffazione, indicando nell’istruzione lo strumento primario per formare personalità libere. Sergio Mattarella ha sottolineato come la didattica rappresenti la “leva più efficace di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia figli di emigrati”, richiamando i principi della Costituzione Italiana:
“Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità”.