Nel corso dell’evento intitolato “Itaca”, svoltosi a Formello (Roma) nella giornata di venerdì 20 settembre 2024 su iniziativa del vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio Giuseppe Cangemi, il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha suscitato accese discussioni con un intervento dedicato alle scelte elettorali. Il segretario di Forza Italia ha paragonato l’orientamento politico alla selezione di una compagna di vita, ricorrendo a una serie di stereotipi di genere per spiegare la propria visione politica.
Simulando un dialogo immaginario con il proprio figlio sul tema del matrimonio e del sostegno alle diverse aree partitiche, Antonio Tajani ha descritto due figure ipotetiche: una ragazza affascinante, ma incline all’instabilità affettiva e un’altra meno appariscente, definita come una buona madre di famiglia in grado di garantire affidabilità. Il leader politico ha esteso il confronto anche all’universo maschile, mettendo a raffronto la figura del playboy muscoloso con il professionista in giacca e cravatta per ribadire la superiorità della stabilità istituzionale rappresentata dalla coalizione di centrodestra.
Una ragazza magari affascinante?
Ma sì certo, con una ragazza affascinante è bello sposarsi. Ma quella ragazza affascinante che carattere ha?
Dice, no, sai, ha cambiato più fidanzati, ha mollato il fidanzato, se n’è andata, insomma è portata un po’ a mettere qualche cornetto.
E poi c’è un’altra ragazza che è più seria, magari meno appariscente, però è più affidabile, è più seria, è una che sarà una buona madre di famiglia, che manterrà fede all’amore che conferma con il matrimonio. E allora io a mio figlio dico: scegli la seconda che quella che magari ti può apparire affascinante e poi ti tradisce… mmhhh… non va bene. Quella che magari è carina, ma meno vistosa, però quella è una persona stabile, che ti garantisce la stabilità della casa, la stabilità della famiglia. Ecco io scelgo sempre quella carina, seria, credibile, che ti mantiene la famiglia, che sta là, che sai che dà delle risposte sempre, che quando la chiami c’è.
Quando anche nei sondaggi se il sondaggio dice: preferisci quella così oppure la ragazza seria, che magari c’ha le gonne un po’ più lunghe di quell’altra. Oppure il ragazzo, c’è quello muscoloso, il playboy, oppure magari quello che va in ufficio con la giacca e cravatta o ti piace il fusto? Se poi il fusto però c’ha dieci fidanzate, insomma… ecco io consiglio sempre di scegliere l’affidabile e il centrodestra è affidabile.
Le reazioni politiche e la posizione di Giorgia Meloni
Le affermazioni dell’esponente di governo hanno scatenato immediate proteste da parte dei rappresentanti delle forze di opposizione, oltre a numerose ironie diffuse sulle piattaforme social.
I meme e le reazioni social ironiche dopo l’uscita di Tajani:
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Sulla questione è intervenuta la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la quale ha cercato di ridimensionare la portata del caso dichiarando:
“Penso che sia semplicemente una frase uscita male, non ingigantirei il fatto”.
L’intervento della Premier ha puntato a smorzare le polemiche nate attorno alle dichiarazioni pubbliche del suo vice.
Le scuse da New York e i riferimenti alla diplomazia
A margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Antonio Tajani ha preso la parola per chiarire la propria posizione.
Il Vicepresidente del Consiglio ha espresso rammarico per l’episodio, affermando:
“Mi scuso se delle persone si sono sentite offese da quello che ho detto, ma io non ho mai pensato di mancare di rispetto al genere femminile, non l’ho mai fatto in vita mia né nella vita privata né nella vita pubblica”.
Il Ministro ha rivendicato l’impegno del proprio Dicastero per la tutela dei diritti in ambito internazionale.
Per dimostrare la coerenza del proprio operato istituzionale, Antonio Tajani ha citato la designazione di due diplomatiche alla guida delle sedi rappresentative in Iran e Afghanistan. Secondo il Vicepresidente del Consiglio, la nomina delle due funzionarie di grado elevato rappresenta una scelta concreta per lanciare un segnale chiaro contro la prevaricazione e a favore della parità di genere nei contesti internazionali più complessi.