“L’Ocse quasi raddoppia le stime sulla crescita dell’economia italiana per il 2026, portandole dallo 0,5% allo 0,9%. È un dato di grande rilievo, soprattutto perché arriva in una fase segnata da gravi tensioni geopolitiche, che frenano i commerci internazionali e rendono più complesso l’approvvigionamento delle materie prime e dell’energia”.
Lo afferma l’europarlamentare di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, co-presidente del gruppo dei Conservatori al Parlamento europeo, mercoledì 23 settembre 2026.
Il confronto con il tasso di crescita dei decenni precedenti
“Il dato è particolarmente significativo se consideriamo che nei vent’anni precedenti al governo Meloni il tasso medio di crescita dell’economia italiana è stato dello 0,4%” – ha proseguito Procaccini – “Oggi, nonostante un quadro internazionale tutt’altro che favorevole, l’Italia dimostra una capacità di tenuta che viene riconosciuta anche dalle principali istituzioni economiche internazionali”.
L’andamento del deficit e l’uscita dalla procedura d’infrazione
“Anche sul fronte dei conti pubblici i risultati sono significativi. In molti fanno finta di ignorare che il deficit è passato dall’8% del PIL nel 2022 al 3,1% nel 2025. Siamo ormai a ridosso della soglia europea del 3% e il percorso programmato dal Governo consentirà all’Italia di uscire dalla procedura per disavanzo eccessivo nel 2027” – ha aggiunto il politico – “I numeri diffusi oggi dall’Ocse e quelli sui conti pubblici confermano che l’Italia sta andando nella direzione giusta per garantire crescita e tenuta dei conti pubblici”, ha concluso l’esponente di Fratelli d’Italia.