Un possibile spostamento degli obiettivi russi verso il Mediterraneo è al centro di un articolo pubblicato dal quotidiano spagnolo El Mundo. Secondo la ricostruzione, Mosca starebbe valutando nuovi attacchi con droni contro Francia, Spagna e Italia, dopo iniziative rivolte in precedenza ai Paesi del Nord Europa.
Il giornale riferisce che i servizi segreti degli Stati Uniti avrebbero raccolto informazioni su piani di escalation del Cremlino riconducibili alla guerra ibrida e le avrebbero condivise con diversi governi europei. Il quadro descritto riguarda ipotesi di impiego di navi e droni, ma il contenuto dell’allarme non ha trovato, al momento, un riscontro operativo in Italia.
Nessun alert operativo in Italia
Fonti qualificate contattate dall’ANSA hanno precisato che il presunto avvertimento non sarebbe arrivato ad alcun livello ufficiale italiano: né a quello dell’intelligence, né a quello diplomatico o militare. Si tratta quindi di una notizia riportata da una testata straniera e non di una disposizione o di una segnalazione formalizzata dalle autorità italiane.
Una posizione analoga è stata espressa dal ministro della Difesa Guido Crosetto. In un messaggio pubblicato su X, il ministro ha definito l’allarme privo di conferme e ha sostenuto che non serva alimentare ulteriormente la tensione in una fase già caratterizzata da tempi difficili e nervosi. Crosetto ha inoltre richiamato l’ipotesi, riportata dal quotidiano spagnolo, di attacchi condotti da navi e droni russi contro i tre Paesi mediterranei.
Non serve a nessuno e non trova alcuna conferma, l’allarme lanciato questa mattina da un quotidiano spagnolo che ipotizza possibili attacchi ad Italia, Spagna e Francia da parte di navi e droni russi.
Già viviamo in tempi difficili e “nervosi” e non serve a nessuno ulteriore…— Guido Crosetto (@GuidoCrosetto) September 24, 2026
L’ipotesi dei droni lanciati dal mare
Nel servizio di El Mundo, una fonte vicina al ministero della Difesa lituano sostiene che i velivoli potrebbero essere lanciati dal mare e nascosti in container. Secondo la stessa fonte, una nave mercantile sarebbe in grado di trasportarne diversi e di utilizzarli con procedure più semplici rispetto a quelle necessarie per il lancio di modelli come Shahed o Geran.
Il modello indicato nell’articolo è il Gerbera, descritto come un drone lungo circa due metri, con un’apertura alare di 2,5 metri e un peso fino a 18 chilogrammi. La velocità riportata è di circa 160 chilometri orari, mentre l’autonomia dichiarata arriverebbe a 600 chilometri. Si tratta di caratteristiche tecniche citate nel servizio per sostenere la possibilità di un impiego da bordo di navi mercantili.
La notizia resta dunque legata a una ricostruzione giornalistica e a informazioni attribuite a fonti di intelligence statunitensi e lituane. Per l’Italia, le fonti citate dall’ANSA e il ministro della Difesa escludono al momento l’esistenza di un allerta giunto ai livelli operativi dello Stato. Non risultano, nel testo, ulteriori indicazioni su tempi, obiettivi specifici o operazioni già avviate.