Mostra personale

Floreani porta la sua ricerca astratta alla GASC di Milano

Oltre venti lavori ripercorrono quattro decenni di pittura materica, fra geometrie, interiorità e dialogo con la collezione

Floreani porta la sua ricerca astratta alla GASC di Milano

La Galleria d’Arte Sacra dei Contemporanei di Milano ospita dal 5 ottobre la mostra personale di Roberto Floreani, artista e saggista tra i protagonisti dell’Astrattismo italiano. Intitolata La Via Astratta, l’esposizione è curata da Luigi Codemo e nasce dalla collaborazione tra la GASC e Isorropia Homegallery. Il progetto resterà aperto al pubblico fino all’8 novembre.

La scelta della sede mette in relazione la ricerca dell’artista con una collezione permanente prevalentemente figurativa e legata alla dimensione sacra. Floreani ha realizzato opere site-specific pensate per dialogare con gli spazi e con i lavori già presenti nel museo. Il percorso propone così un confronto tra linguaggi differenti, nel quale forme, colori e materia diventano strumenti per affrontare il tema dell’interiorità.

Un percorso lungo oltre quarant’anni

In mostra sono presentate oltre venti opere, comprese alcune di grande formato, che ripercorrono i diversi periodi della produzione di Floreani: dai Ritmati alle Costellazioni, fino alle Soglie. Accanto ai lavori già rappresentativi del suo percorso trovano spazio opere recenti e inedite, caratterizzate anche da un quadrato centrale sdoppiato nella struttura e nelle soluzioni cromatiche.

La tecnica dell’artista si basa su complesse stratificazioni materiche, che possono arrivare fino a venti livelli per opera. Sulle superfici, costruite attraverso una tecnica mista, prendono forma cerchi, quadrati, rettangoli e ovali. Le basi dai toni terrosi e misurati, come grigio e marrone, sono attraversate da rossi, arancioni e dal blu Klein, in un contrasto tra la ruvidità dei materiali e la precisione delle geometrie.

La via italiana dell’Astrattismo

Nel presentare il progetto, Floreani collega il titolo della mostra alla tradizione italiana dell’arte astratta. Secondo l’artista, una lettura diffusa ma minoritaria individua in Giacomo Balla, con le Compenetrazioni iridescenti del 1912, uno dei punti di origine dell’Astrattismo, anticipando il pieno approdo di Vasilij Kandinskij alle forme astratte. Da Balla, la linea indicata da Floreani prosegue attraverso il Gruppo Como, gli artisti della Galleria del Milione e figure come Magnelli, Dorazio e Accardi, fino alle ricerche contemporanee.

Le serie esposte condividono, nella sua interpretazione, una ricerca sulla materia e sulla geometria. I Concentrici, composti da sequenze di cerchi, costituiscono una base ricorrente che assume esiti diversi nei Ritmati, nelle Costellazioni e nelle Soglie. La mostra milanese raccoglie quindi esperienze maturate dalla prima personale dell’artista, realizzata nel 1985, e le presenta come un passaggio tra la produzione precedente e le possibili evoluzioni future.

Il rapporto tra arte e spiritualità resta centrale nella poetica di Floreani. L’artista considera l’opera un possibile veicolo verso una dimensione interiore e descrive l’Astrattismo come una forma aperta all’interpretazione individuale. In questa prospettiva, le immagini non impongono un significato univoco, ma possono diventare un’occasione per trasferire sulla tela stati d’animo e sensibilità personali, in contrasto con una concezione dell’arte dominata dal valore economico e dalla ricerca del consenso.

La Via Astratta si colloca in continuità con il progetto Soglie. Tempo del prima – Tempo del poi, realizzato da Floreani nel 2025 al Museo Diocesano di Vicenza in occasione del Giubileo. Per la mostra alla GASC è stato inoltre pubblicato un catalogo della collana del museo, con testi di Luigi Codemo e Luca Siniscalco.